Le frontiere di Facebook: una declinazione della comunicazione interpersonale

Non c'è nulla di più nobile
che riuscire a catturare
l'attenzione delle persone
con la parola.


Cicerone

 
 

Il 2008 è stato l'anno del boom di Facebook, il social network più utilizzato nell'era della comunicazione globale che stimola chi si occupa ed utilizza i medium, per lavoro o per svago, ad una riflessione.

Premesso che Facebook è un mezzo per comunicare: le potenzialità, limiti e pregi, possono e devono essere gestite dai fruitori.

Ogni persona che utilizza Facebook può facilmente rintracciare la tendenza naturale all'autocelebrazione e alla chiusura in sé: si comunica con persone che abitano a cinque minuti di distanza, si trascorrono ore ad abbellire la propria vetrina, si 'chiede l'amicizia' tanto per far girare il contatore degli 'amici', come se tanti amici virtuali determinassero prestigio sociale da ostentare. L'amicizia è una relazione che richiede un certo impegno (che deve andare oltre la ginnastica degli arti superiori con un mouse e una tastiera!) e ha un connotato di rispetto dell'altro in un'ottica di tutela dell'altrui intimità.

E' innegabile che Facebook abbia contribuito ad incrementare il ricorso alla scrittura anche in persone poco abituate a tale modalità per esprimersi.

Poca considerazione viene attribuita alla parola, in tutte le sue forme, che rappresenta una straordinaria potenza generatrice, ma è un'arte e come tale deve essere gestita. Gli esteti dell'arte oratoria condivideranno la necessità di cura, l'amore e la fatica dovuta per la scelta dei termini, dell'ordine del fluire dei pensieri e la rifinitura del 'confezionamento'. La capacità di 'vestire' e comunicare le nostre emozioni con eleganza, non suscita lo stesso effetto di un vestito di alta sartoria?

In tempi dove tutto scorre troppo velocemente, la lentezza determinata dalla costruzione di una comunicazione efficace, adeguata per il destinatario, è una contraddizione per antonomasia. E' un lusso concedersi tempo e dedicare minuti preziosi per far scorrere in modo organico e accurato il nostro pensiero, la nostra voglia di trasmettere un importante messaggio d'amore, una comunicazione di lavoro e altro.

Concluderei riflettendo sulla necessità di approccio lieve ad un mezzo di comunicazione come Facebook; modalità di condivisione alternativa e mai sostitutiva di un sé reale e poco 'reality'.

Ultima revisione della pagina: 27/6/2016