Ho deciso di scrivere questo articolo perché ho riflettuto sui problemi che rispecchiano i disagi degli adolescenti di oggi. Queste sono storie che mi hanno colpito molto e vorrei condividerle con voi.

Prima ricreazione, secondo piano è appena finita la lezione di italiano del 15 dicembre, tutti parlano ma io non ho nessuno. Sono solo e mi viene una gran rabbia dentro che il cervello quasi mi scoppia. Devo trovare il modo di sfogarmi. Ad un certo punto girando per il corridoio della scuola trovo un ragazzino di prima. Lo prendo per la gola e senza esitare gli tiro un pugno. Subito dopo vedo tutto nero.
Mi risvegliai nella stanzina delle bidelle e con me c'era la Preside che parlava con una professoressa e il ragazzo di prima che si faceva medicare da una bidella. Andai in presidenza con lui che raccontò tutto l'accaduto. Io non volevo ammettere il motivo per cui l'avevo picchiato altrimenti sarei diventato un bamboccio per tutti i miei amici. Invece in quel momento sarei salito di grado, sarei diventato il più famoso della scuola e tutti avrebbero avuto timore vedendomi. E così fu: diventai popolare e mi divertivo a prendere in giro tutti quelli che volevo.
Mi piaceva essere famoso, era proprio quello che volevo: la fama che non mi ero conquistato per meriti, me la ero conquistata con la violenza. Furono chiamati i miei genitori e fui sospeso per tre giorni. Tutto per un misero pugno che non creò altro che un livido.