Bandiera Inglese

Metastasio Jazz

 

In febbraio a Prato si sentivano tanti suoni fantastici...suoni che non solo si armonizzavano, ma che a volte si scontravano, combattevano e si univano l'uno all'altro. Questa è l'emozione che di solito mi provoca la musica jazz. 

Voi come la sentite? Forse in un modo diverso... Devo ammettere che non sono una grande fruitrice di jazz, ancora... così ho deciso di fare un'esperienza nuova e andare a due eventi della rassegna Metastasio Jazz.

Il primo concerto che ho visto insieme ad un'amica polacca era il nuovo gruppo Heroics. Il gruppo è composto di un grande pianista, Craig Taborn, e da altrettante grandi figure nel mondo musicale come il  batterista Dave King, il contrabbassista Chris Lightcap e il sassofonista Chris Speed. 

L'evento in questione è andato in scena lo scorso 9 febbraio al Teatro Metastasio di Prato. Quella è anche stata la mia prima esperienza all'interno del grande teatro Pratese. Soltanto, per me, vedere l'edificio e la sala è stata un'esperienza indimenticabile. Siamo rimaste molto impressionate dalla bellezza del teatro.

Eravamo sedute in galleria e potevamo osservare il pubblico e gli artisti dall'alto. Ogni artista aveva più di uno strumento e li cambiava improvvisamente sorprendendo il pubblico. Il pianista suonava il pianoforte a coda e una tastiera elettronica che gli permetteva di creare dei suoni veramente spaziali. A volte utilizzava anche in loop. Onestamente era jazz piuttosto moderno e non tanto facile da seguire, però secondo i professionisti è questo che rende Craig Taborn così speciale.

La sua capacità di unire le tradizioni classiche con tendenze completamente nuove. Il sassofonista aveva a disposizione un sassofono e un clarinetto. Il bassista suonava il basso elettrico e il contrabbasso. Il batterista usava non solo le bacchette ma anche delle spazzole, delle catene e delle bacchette di ebanite. Per me Dave King era il protagonista che aggiungeva più emozioni e dava il movimento non solo al ritmo ma anche all'atmosfera della serata.

Descrivere la musica, specialmente musica jazz, non è facile e per ora non mi sento abbastanza capace per farlo. Posso però raccontarvi la conversazione che ho avuto con la mia amica dopo il concerto. Lei adora il jazz e mi ha spiegato il suo modo di ascoltarlo. Lei chiude sempre gli occhi e cerca di sentire quale strumento sta comandando il pezzo. Secondo la sua teoria il suono è in continuo mutamento e, quindi, si può seguire questo processo e sentire le armonie e i dialoghi che si instaurano tra i musicisti. Non sembra facile da fare ma conviene provare! 

Metastasio Jazz prevedeva anche la mostra fotografica negli spazi del teatro. Erano in esposizione foto, manifesti, programmi e lettere di grandissimi artisti jazz che si sono esibiti al Metastasio dagli anni sessanta in poi. C'erano tanti nomi famosissimi come Duke Ellington, Ella Fitzgerald e Ray Charles e molti altri. Questa mostra ci ha fatto sentire che siamo veramente in un posto con una lunga storia d'amore ed adorazione per il jazz.

Domenica 15 febbraio sono andata ad un altro concerto che ha fatto parte della rassegna. Alle 11 di mattina la sala concerti della scuola di musica Verdi era piena di persone di tutte le età. Il famoso pianista Fabrizio Puglisi suonava i brani di Billy Strayhorn, il cui centenario dalla nascita cade a novembre di quest'anno. 

L'atmosfera del concerto era meravigliosa, mi ha fatto molto piacere vedere tante persone che erano venuti ad ascoltare jazz di mattina. Ciò che mi ha affascinato di più era il fatto che per quasi ogni brano, Fabrizio doveva aggiornare le corde del pianoforte. I suoni che ho avuto il piacere di sentire sono stati bellissimi, a volte strani e inaspettati però sono rimasta molto sorpresa che già tanti anni fa si usavano varie accordature degli strumenti per dare più spazio all'espressività della musica. 

A volte quelle corde creavano suoni che sembravano suoni di pezzi di metallo, altre cubetti di ebanite sbattevano e cadevano insieme come gocce d'acqua. Per uno degli ultimi brani Fabrizio ha estratto dal pianoforte molte scatole armoniche con la stessa melodia e le ha messe a suonare insieme, una dopo l'altra. E stato il momento che si può definire come un po' di follia, ma è rimasto un momento di pura bellezza e chiarezza che ci ha ricordato l'infanzia.  

Fabrizio Puglisi è stato bravissimo ad interpretare i brani e a dar loro la sua visione più moderna ma ancora riflettendo le emozioni e intenzioni di Strayhorn. Sono molto grata a Fabrizio Puglisi per questa esperienza musicale così profonda e indimenticabile.

Vorrei anche ringraziare gli organizzatori di Metastasio Jazz per questo splendido evento che porta i grandi musicisti in città, una città non così grande ma aperta ad apprezzarli.

 

E’ intervenuta anche l’assessore alla Cultura del Comune di Carmignano, Stella Spinelli, oltre ai due direttori artistici del Festival che hanno sottolineato come Silvia Bacci, che ha seguito il Festival per ben 10 anni, gli abbia lasciato in eredità un vero e proprio ‘gioiello’ ed introdotto in breve il cartellone di questa edizione sottolineando la liaison tra colori e ciò che l’artista trasmette attraverso la musica.

Dopo la data del 5 luglio, sarà la volta del concerto di Carmen Souza, mercoledì 12 luglio presso la splendida Chiesa di Bonistallo a Poggio a Caiano, dove la cantante portoghese con sangue capoverdiano incanterà con la sua voce, definita una delle più interessanti della nuova generazione della world music, tra morna, batukle, jazz, soul e oltre (ingresso 5 euro). Sempre a Poggio a Caiano (presso il Parco del Bargo) venerdì 15 luglio sarà la volta dei ‘Rumba de bodas' con i loro ritmi trascinanti a cavallo tra reggae, swing e ritmi latini. Doppio show in quanto il gruppo suonerà sul palco, ma anche per le strade e le piazze di Poggio, in versione marching band (ingresso gratuito).

Doppio appuntamento pratese martedì 19 luglio presso la Corte delle Sculture della Biblioteca Lazzerini dove sarà presentato il progetto WOP, produzione inedita del Festival diretta da Andrea Franchi: artisti provenienti da diverse nazionalità proporranno testi e musiche originali con l’obiettivo di coinvolgere i ritmi delle diverse etnie presenti sul territorio (ingresso gratuito). Sempre nello scenario della Corte delle Sculture della Biblioteca Lazzerini, mercoledì 20 luglio sarà la volta di James Senese, sassofonista che non ha bisogno di presentazioni con una particolarissima storia personale che unisce il Bronx a Napoli e collaborazioni che hanno fatto storia, prima tra tutte quella con Pino Daniele. Al Festival delle Colline si affaccia con “O’ Sanghe”, progetto dalle mille sfumature, e con la collaborazione con lo storico ensemble ‘Napoli Centrale’ proponendo melodie tra il funk, il blues, il jazz e la musica mediterranea e partenopea (ingresso 10 euro).

Chiuderà la rassegna Badly Drawn Boy, martedì 26 luglio presso la Rocca di Carmignano. Cornice perfetta per esaltare le doti del cantante e compositore britannico lanciato dalla colonna sonora del film cult “About a boy”, una delle più azzeccate degli ultimi anni che gli è valsa un disco d’oro nel Regno Unito. Un caleidoscopio di sonorità e scenari ora intimisti ora elettrici, un gioco di chiaroscuri (ingresso 8 euro).
 
Inizio concerti ore 21,30.


Festival delle Colline 2016  
pagina FB
#colline2016 


Info spettacoli 0574 531828; i.aiazzi@centropecci.it

 
 

 

Kseniia Klimova - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 10/1/2017

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