Bandiera Inglese

Quando il genio è in punta di dita

Intervista al musicista Pietro Spinelli in arte Cucina Sonora

 
Foto di Chiara Mazzocchi

Intervista a Pietro Spinelli, in arte Cucina Sonora, musicista ‘made in Tuscany’ di Volterra, che ha scelto Berlino per accrescere i suoi orizzonti musicali e lavorare al suo ultimo album, Evasione. Pianista di formazione classica, ma dallo spirito decisamente poliedrico, spazia dalla musica elettronica, jazz, house, funk, techno. Il suo progetto Cucina sonora fonde in un tutt’uno passato e futuro, analogico e digitale, mettendo d’accordo orecchie, occhi, tatto e, perché no, anche le papille gustative. Una sorta di cantautorato elettronico dove a narrare le storie sono i tasti del pianoforte, posati su un letto elettronico e una cassa in 4/4. L'idea è sempre quella di fondere insieme due mondi, sperimentando nuove sonorità e mescolando nuovi ingredienti.
Cucina Sonora ha già fatto 50 date tra Italia e Germania condividendo il palco con artisti quali Godblesscomputers, Go Dugong, gli Aucan, Machweo, Stèv ed altri. Dopo aver rilasciato il suo primo EP di 5 tracce sotto la label Toys for Kids Records nel dicembre 2015, torna sulla scena con l’album Evasione che uscirà in estate sempre per la stessa casa discografica. Gli abbiamo rubato alcune anticipazioni…


E’ difficile inquadrarti in un genere musicale ben definito, so solo che la tua musica fa bene all’udito ma soprattutto all’animo, anche per una meno esperta come me. A quali artisti ti ispiri e cosa ti piace ascoltare da semplice uditore?
La mia prima aspirazione in assoluto è Francesco Tristano, che ammiro moltissimo e che è riuscito in modo lodevole a fondere il piano classico all’elettronica, per quanto il suo stile sia molto diverso dal mio. Seguo anche molto tutta la scena elettronica italiana anche se ancora non ho capito se ne faccio parte o meno… Boh!
Da ascoltatore? Semplicemente tutto ciò che abbia un senso. Da Rachmaninov a Bonobo, passando per i Guts, Pino Giannotti, Piero Umiliani, NOFX, Justice. Sì, è un minestrone dove ci sta tutto dentro, dipende molto dalla giornata e dal momento…

Quanta importanza ha per te la sperimentazione e quanto il contesto dove suoni influisce sul risultato finale?
La sperimentazione moltissimo. Serve sempre comunque a scoprire nuove cose, a mantenere una mente aperta e curiosa, anche se magari poi si sfrutta l’1% di quello che abbiamo scoperto e sperimentato. La sperimentazione fine a se stessa e non contestualizzata serve più a dimostrare determinati tecnicismi che a creare un brano che possa essere bello e interessante. Come il virtuosismo nel pianoforte, se se ne abusa, non c’è più la meraviglia nel vedere un passaggio veloce, ma diventa ridondante.
Il dove mi aiuta più a stare tranquillo con me stesso. Senz’altro le idee che ho in testa sono condizionate dal posto in cui mi trovo, ma lascio che questo accada inconsciamente. In molti amici mi hanno detto che, sotto certi aspetti, il mio stile è cambiato da quando sono a Berlino… Mmmh… Boh… Io non so rendermene oggettivamente conto. Mi limito a suonare le mie idee, le circostanze, gli stati d’animo, i momenti.

Dove nasce il tuo nuovo album Evasione?  E’ stata la città di Berlino, dove ora vivi e studi alla Dbs Music Academy, con il suo fermento a farti da musa ispiratrice?
Gran parte del nuovo album nasce in macchina, tra uno spostamento e un altro. O nelle pause tra una prova e un’altra. Il concept è appunto quello della fuga. L’idea che comunque tutti scappiamo sempre da qualcosa per rincorrere qualcos’altro senza renderci troppo conto di dove andiamo e se stiamo rincorrendo davvero qualcosa o se in realtà stiamo solo scappando. Certo, l’enviroment di Berlino dà dei notevoli spunti, ma cosa mi ha stupito maggiormente è stato valutare le distanze, le differenze tra dove ero e dove sono e cercare di guardare il tutto con occhio esterno. Come se attraversassi un ponte e dopo averlo fatto 100 volte mi fermassi nel mezzo a guardare gli altri che lo attraversano. Ho cercato di prendere il meglio da entrambe le realtà. Se le prime idee mi sono venute in mente a Berlino e le prime demo le ho scritte nella mia camera/studio a Neukolln, il disco l’ho prodotto tutto nel mio studio a Volterra, nella mia città.

 
Foto di Torsten Geyer

E’ possibile diventare co-produttori del tuo nuovo lavoro attraverso la piattaforma di crowdfunding Musicraiser. A seconda del ‘sostegno’ è possibile prenotare il download delle tracce, il cd o il vinile del nuovo album fino ad aggiudicarsi un tuo ‘concerto a domicilio’ con donazioni più generose. Come sta andando questa nuova modalità di autofinanziamento?
Sì, al momento sto raccogliendo fondi, attraverso la piattaforma di crowdfunding Musicraiser, per la stampa in formato CD e vinile. Il packaging del nuovo album avrà un design molto particolare ed unico, per questo ho bisogno del vostro aiuto per realizzare un disco che difficilmente rivedrete. Un modo alternativo per acquistare in anticipo il mio nuovo album, disponibile in cd e in vinile, e divenire allo stesso tempo co-produttori di Evasione.
Ci sono molte cose sfiziose esclusive per i raisers… date un occhio alla pagina Musicraiser dedicata al mio progetto  

In Toscana suonavi in due band Maniscalco Maldestro e Borrkia Big Band. Sei più ‘animale da branco’ o ‘animale solitario’? Potrebbero in futuro convivere insieme?
Onestamente mi piacciono entrambe quasi allo stesso modo, anche se hanno pregi e difetti speculari. Ad ora talvolta quasi mi manca un po’ condividere il palco con altri musicisti. Non so se potrebbero convivere, ma sicuramente sarebbe bello.

Sei più affezionato ai tasti del tuo pianoforte, ai programmi al pc per la produzione musicale o al synth? Sì lo so è come chiedere ‘Vuoi più bene alla mamma, al babbo o ad un amico?’…
Fingo di voler più bene ai synth, a tutti i miei pippoli, oscillatori e nerdate varie, ma il vero amore è il pianoforte.
Proprio come si finge di voler più bene a un amico che alla mamma o al babbo.

Le tue sono vere e proprie performance a 360°. L’immagine, le luci, i colori e l’arte giocano un ruolo fondamentale nelle tue esibizioni. Si può parlare di una vera e propria sinestesia tra musica e arti visive?
Sì, perché no, ho avuto il piacere di fare diversi concerti con spettacoli di luce o visual mapping alle spalle. Una di queste a Como davanti a 5mila spettatori per il Festival della Luce. Un’altra molto bella a Francoforte con Omar Becherini come Vj e altre in giro per l’Italia. È sempre bello e interessante cercare di accostare diverse arti in un unico spettacolo.

E se volessimo sentirti dal vivo? Ritornerai presto nella tua Toscana?
Toys for Kids (la mia label) e Modernista (la mia agenzia di booking) stanno lavorando per il tour estivo in cui presenterò il nuovo album Evasione. Spero davvero di girare molto, ad ogni modo troverete sempre la mia pagina Facebook e tutti i vari canali web aggiornati.


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Fotografie di:

Torsten Geyer - Vittorio Marrucci
Antonio Bartalozzi - Vittorio Marrucci

 

Francesca Nieri - ERBA magazine

Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 26/1/2017

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