Bandiera Inglese

La La Land

Quando il cinema diventa arte

 
Film Affinity

La La Land è stato decisamente il film più atteso di questo mese, complice sicuramente il fatto di aver vinto ben 7 Golden Globe (su sette candidature). Capolavoro annunciato sia dalla critica che dal pubblico, è sbarcato nei cinema italiani lo scorso 26 gennaio, con l’intento di conquistare anche il nostro paese.

A sentire i pareri di chi l’ha visto sembrerebbe che ci sia riuscito senza il minimo dubbio, anche se non sono mancati commenti negativi a riguardo. Molti lo hanno criticato perché manca di originalità e risulta essere troppo citazionista, poiché nella pellicola sono stati inseriti diversi richiami a musical d’autore che hanno fatto la storia. Un film troppo ambizioso quindi?

Non solo, oltre a ciò è stato detto che La La Land non si è meritato tutte le candidature per cui è in lizza nei prossimi Academy Awards (ben 14 candidature!), anche perché dal punto di vista della trama non spicca per essere un film che saprebbe distinguersi come cult.

Andiamo dunque per gradi.
Sicuramente la pellicola è un ottimo prodotto, la fotografia è qualcosa di sublime; paesaggi mozzafiato, scene dal sapore onirico, colori sgargianti... niente su cui discutere. Lo stesso senz’altro vale per la colonna sonora e la regia che fa del piano sequenza il proprio cavallo di battaglia; per non parlare della bravura e della sintonia degli attori (Emma Stone e Ryan Gosling) che sanno coinvolgere lo spettatore come non mai.
La trama, è vero, non spicca per originalità, ma diciamocela tutta, è pur sempre un musical e unmusical, per quanto bello possa essere o originale, è pur sempre un musical e la storia deve essere costruita in modo tale che faccia volutamente leva sul lato sentimentale del pubblico… anzi a dirla tutta il finale penso che sia qualcosa di terribilmente bello, di sicuro non conforme ai soliti “happy ending” alla Grease o ad altri musical hollywoodiani degli anni ‘50.

Il film si ispira, come anticipato in precedenza, ai musical degli anni ‘40 e non solo, più che citazionista in senso negativo del termine, è un film che vuole omaggiare quel tipo di cinema; non a caso riprende molte delle scene che in essi erano racchiuse e le confeziona in un prodotto magico. Tutte queste “citazioni” risultano comunque essere armoniche e credibili, anzi riescono ad acquisire una propria identità.

La storia si svolge ai giorni nostri, anche se questa impressione ci è data solo da alcuni richiami bruschi alla realtà (come lo squillo di un telefonino) che si intervallano tra una canzone e l’altra, altrimenti il sapore che si respira è quello di stare osservando la storia di due persone accaduta in un tempo non ben definito; moderno ma nello stesso momento vintage, dal sapore retrò, tipico degli anni cui la pellicola fa riferimento.
L’unica pecca che son riuscita a trovargli sta forse a livello di sceneggiatura; senza fare spoiler, sono dell’idea che le vicende dei protagonisti, verso la fine del film, avrebbero dovute essere state affrontate più da vicino, che fosse stato chiarito meglio il rapporto tra i due spiegando in maniera più plausibile le ragioni di determinate scelte (se avete visto il film, capirete).

Per il resto, credo che La La Land meriti senz’altro di essere visto, sia che siate amanti del musical, sia che non lo siate.
E’ un vero e proprio incontro tra spettatore e cinema, o meglio, con l’essenza del cinema. Una pellicola che tocca vette altissime di estetica e si fa apprezzare senz’altro per lo stile, ricercato e mai banale. Un film che non annoia nonostante le due ore di durata e che vi farà uscire dalla sala letteralmente con le lacrime agli occhi!

Se valga 14 candidature sta a voi deciderlo secondo il vostro gusto personale, ma a prescindere da questo, penso che se un film finisce per essere una gioia per gli occhi e per il cuore, è senza dubbio un film ben riuscito.





 
 

 

Eleonora Giovannini - ERBA magazine

Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 6/2/2017

I Social di ERBA Magazine: