Bandiera Inglese

5074, siamo prima di tutto numeri

The bigOnes is watching you

 
 

Alcuni tuoi poster, murales e stickers trovati qui ad Officina Giovani e per le strade fiorentine hanno attirato la mia attenzione. Il codice posto a firma parlava chiaro 5074 (Cinquanta – Settantaquattro) ed è stato facile rintracciarti. Alla fine siamo tutti, prima di tutto, numeri e codici. Chi è artisticamente 5074 e quando hai deciso di mettere la tua arte in strada? Come molti street artists hai preferito mantenere l’anonimato o sei ‘uscito allo scoperto’?
5074 nasce sviluppando un progetto artistico parallelo alla mia professione, ovvero il grafico pubblicitario. Le prime uscite notturne sono iniziate nel 2008, quando mi sono avvicinato al mondo dei graffiti tramite degli amici che mi hanno trasmesso questa passione durante il periodo di studio a Firenze. Negli anni successivi ho cercato di andare oltre lo spray ed il lettering, provando a sposare le mie due passioni, quella grafica e quella pittorica, creando un mix di stili e tecniche, che mi hanno fatto scoprire la street art. In particolare nel poster e nello sticker ho trovato il mezzo tramite il quale mettere in atto le mie idee grafiche ed artistiche.
Per quanto riguarda l’anonimato ho sempre cercato di mantenere nascosta la mia identità, anche se non sempre è semplice farsi conoscere come artista ma allo stesso tempo non attirare l’attenzione su di sé.

Come possiamo leggere dal tuo sito Internet e dai tuoi profili social non hai mai svelato il perché di questa serie numerica dove lo zero fa da elemento centrale e spicca col suo colore giallo-arancio tra gli altri numeri in nero. Vuoi darci alcuni indizi su cosa si cela dietro la serie numerica 5074? Perché la scelta di dare risalto allo zero?
Il nome nasce dalla trasformazione in cifre di un nome per me molto importante. La sigla richiama l’idea che in gran parte della nostra vita siamo associati ad una serie di numeri che rappresentano la nostra identità, dal codice fiscale alla matricola universitaria. In questa sigla lo zero spicca e diventa il numero più importante, paradossalmente al suo valore, simboleggiando ognuno di noi che può farsi valere a prescindere dal valore che gli è stato attribuito.

Un uomo in giacca e cravatta che tu definisci ‘bigOnes’ è il protagonista delle tue opere. Talvolta in cima al lungo collo troviamo una telecamera che sembra spiarci, altre volte lo stesso collo diviene una ciminiera da cui esce del fumo, spesso incorniciato dentro un televisore. Sembra un’entità che ci sorveglia dall’alto. Racconta un po’ il messaggio che vuoi far passare e se vi è una storia dietro ‘bigOnes’.
Il personaggio bigOnes contiene molte simbologie e riferimenti al sistema odierno. Vengo da un paese nella provincia di Livorno in cui è presente una grande fabbrica che in qualche modo regola e sorveglia la maggior parte delle attività del paese stesso e della gente che ci vive. Da qui il parallelo con il sistema che ci comanda, fatto da tanti 'pezzi grossi' che giornalmente ci controllano e ci comandano. Ho dunque elaborato graficamente una foto scattata alla ciminiera più alta di questa fabbrica, “vestendola” con un abito gessato in stile boss; diventa quindi il mezzo tramite il quale i bigOnes ci controllano. Il televisore rappresenta il mezzo principale tramite il quale i bigOnes veicolano i loro messaggi e cercano di dirci come e cosa pensare.

C’è nelle tue opere un richiamo al romanzo ‘1984’ di George Orwell sia per le quattro cifre usate che per le citazioni implicite come le telecamere che ci spiano dall’alto o la televisione che incornicia le tue opere come un grande contenitore che in maniera subdola ci controlla veicolandoci contenuti che spesso non scegliamo di ascoltare? Io ad un primo impatto ci ho visto questo…
Sì, è il messaggio principale che voglio veicolare. Il richiamo al romanzo di Orwell non era intenzionale, ma casualmente le mie cifre richiamano il titolo e le tematiche. Le mie opere parlano di quello che vedo tutti i giorni, ovvero un mondo sempre più controllato e vincolato dalle leggi e dalla repressione, e per niente informato sulle vere tematiche socio-culturali che ci circondano.

 
 

Per me la scelta cromatica ha un peso molto rilevante. Nelle tue opere i toni sono molto cupi e si riassumono in quattro colori: nero, bianco, grigio e rosso. Ha un significato questa scelta?
Lavorando come grafico pubblicitario, studio molto la scelta dei colori, e la tecnica del bianco e nero è sicuramente di forte impatto visivo e comunicativo. Inoltre le città sono sempre un insieme di tanti colori e superfici diverse e per assurdo stacca molto di più un’opera in bianco e nero di una a colori. Affrontando poi tematiche non certo spensierate rappresenta benissimo l’atmosfera in cui agiscono i bigOnes e per questo è diventata il mio marchio di fabbrica. Il punto di colore sulla cravatta rafforza il contrasto del bianco e nero e attira ancora di più l’attenzione sul disegno, essendo il colore che l’occhio umano percepisce meglio, dopo appunto il bianco ed il nero.

Il progetto 5074 continua… Quali città hai invaso con le tue opere? Quali sono le tue idee per il futuro per veicolare la tua arte attraverso quello che è divenuto negli anni un vero e proprio brand?
Ho avuto la fortuna di girare alcune città italiane con la mia arte come Bologna, Roma, Perugia, Siena e appunto Firenze. Con i miei sticker son arrivato anche a Berlino, Londra, Amsterdam, Rotterdam, Stoccolma e altre città europee.
Sfortunatamente è difficile conciliare gli impegni lavorativi con il tempo da dedicare all’arte e anche per questo ho deciso di non far diventare 5074 un vero e proprio lavoro, ma tenerlo come la mia via di fuga dal sistema stesso.

Grazie per avermi dato la possibilità di parlare della mia arte e un saluto a tutto lo staff di Erba Magazine!

E noi della redazione ringraziamo te per averci dedicato un po' del tuo prezioso tempo e uno spicchio della tua arte...


Per chi volesse conoscere meglio 5074:

Pagina FB 5074
Profilo Instagram 5074art


 
 
 
 

Francesca Nieri - ERBA magazine

Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 21/2/2017

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