Bandiera Inglese

L'ombra non mente

L’arte di Míles ci mette faccia a faccia con l’animale che è dentro ognuno di noi

 

Simone Miletta, in arte Míles, è un’artista calabrese di Vibo Valentia classe ’79. Laureato all’Accademia di Belle Arti di Carrara, sezione scultura, si divide tra la sua amata Calabria, Firenze e Bologna, realizzando mostre, muri - più o meno legali - e collaborando con Amministrazioni comunali e associazioni culturali a progetti artistici di varia natura.

Negli anni ha realizzato diverse collettive e mostre personali. Nel 2007 per MALASPINARTE al Castello Malaspina a Massa Carrara e presso l’Ex Fornace Pasquinucci a Capraia Montelupo (Firenze); nel 2010 presso la Galleria La virgola a Castiglioncello (Livorno), alla Tokyo Zokei University di Tokyo, a Reggio Emilia in occasione di Arte Fiera e al Gum Studio di Carrara (MS); nel 2014 due mostre personali al Be Cause Art Space di Lamezia Terme (CZ) ed al ContestaRockHair di Firenze; nel 2016 a Bologna in occasione del Poverarte festival e alla Sacci/Gallery a Saviano (Napoli); nello stesso anno ha inoltre collaborato al progetto Serendippo 1 - accenditi per accenderla personalizzando alcune cabine Enel a Bologna. Dello stesso anno altre personali 10x10xMAW a Sulmona e al 9mq, Humareels e Poverart di Bologna. Targate 2017 la partecipazione a Volatili e la sua personale Vestiario, entrambe a cura di Serendippo Uno Bologna.

Fino al 17 marzo 2017 potrete inoltre ammirare una selezione delle sue opere all’interno della collettiva Urban Nature presso la Street Levels Gallery in via Pallazzuolo 74r a Firenze.

 
 

La sua arte, fatta di figure al limite tra l’umano e l’animalesco, è un richiamo alla parte primordiale che è dentro ognuno di noi. I toni cupi delle sue opere e l’ombra che queste figure proiettano sottolineano quel lato istintivo che abbiamo tutti da qualche parte, ma che spesso non riesce a venir fuori, perché frenato dalle regole che la società ci impone e dal ‘corretto’ vivere quotidiano, oppure perché lentamente divorato dal ‘mostro digitale’ e da false comunicazioni governate dalla cultura dell'immagine.

I suoi quadri, le sue sculture e i suoi muri ci raccontano di strani volatili, naturalmente dark, di ragazzi-fauni con ai piedi degli zoccoli bovini, di mucche dallo sguardo quasi umano, di donne dal cui corpo si protendono strane teste di animale, gatti e corvi neri a sottolineare il limite impercettibile tra l’essere umano e la bestia.

L’ombra è l’elemento centrale dei suoi lavori. Ombra che conferisce profondità e tridimensionalità alle opere, proiettandole verso il fruitore, ma al tempo stesso dà staticità alle figure, soprattutto a quelle raffiguranti gli animali, che sembrano quasi degli osservatori inermi delle angosce umane. Ombre strane che giocano intorno alle figure; ed è così che l’ombra del ragazzo bovino ritratto nel sottopasso di viale Spartaco Lavagnini a Firenze si trasforma in quella di un volatile. Uomini che indicano volatili primordiali, come lo strano uccello, a metà tra il kiwi ed il dodo, presente nel sottopasso di piazza Alberti. Uomini ‘prigionieri’ della società, ma forse anche di se stessi, che rappresentano la storia biblica dei due ladroni Tito e Dimaco crocifissi insieme a Gesù, realizzati in maniera del tutto casuale (a detta dell’artista) sul muro esterno dell’ex penitenziario fiorentino delle Murate.

 
 

E poi l’ultima opera in quel di Firenze (zona Parterre) datata pochi giorni fa, ‘Tana libera tutti’, dove una donna, dalla fisionomia un po’ mascolina, è rappresentata di spalle intenta nella conta del nascondino. Nel frattempo, a sua insaputa, si liberano gli animali racchiusi dentro ognuno di noi…

"Un’indagine visiva attraverso l'arte figurativa, dove l'uomo diventa animale e viceversa, incarnando oggettivamente il rifiuto di ciò che siamo realmente" - così definisce la propria arte lo stesso Míles che ci svela il messaggio che vuole farci arrivare: "Sono estremamente convinto che la natura umana abbia perduto, o quasi, le regole dell'istinto primordiale. In questo concetto fluisce il liquido vitale che mi spinge a indagare, cercare ed esporre una tematica legata all'animale. Una nuvola grassa è in grado di volare, così come i miei uccelli obesi, appollaiati su quei corpi umani quasi privi della loro sacca naturale, mostrano i loro denti e sghignazzando ci indicano dall'alto il nostro prossimo futuro. Forse io sono quel corvo o quel corpo o sono semplicemente una marionetta di uno strato sociale ancora più profondo di quello che siamo in grado di vedere, fatto sta che sono qui con voi a condividere un pensiero, che mentre lo scrivo è già fuori tempo".

Non ci resta che riflettere sulle sue parole.


Per conoscere l'artista:

Pagina FB Míles
Profilo Instagram miles.v.a.

 

 
 
 
 
 

Francesca Nieri - ERBA magazine

Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 3/4/2017

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