Bandiera Inglese

Prato a tutta... Bandabardò

 
Locandina "Prato a tutta birra" concerto Bandabardò

Ero di passaggio? Forse sì, forse no... Sarà che per una delle pochissime volte in vita mia ho rispettato fin troppo la puntualità,  trovandomi in un luogo in anticipo ad un appuntamento fissato con due amici. Insomma, andiamo a bere una birra? Certo! Dove si va stasera? Andiamo a "Prato a tutta birra!"...

Con stupore chi trovo? Ma la Bandabardò! E pensare che per secoli mi hanno invitato ai loro concerti e per secoli non ci sono andato. In pratica sono invecchiati con me, anche se fortunatamente loro hanno molte più primavere.

Insomma parlerò di due cose in questo articolo: della Bandabardò e del "Prato a tutta birra". La Bandabardò per chi non li conoscesse sono un gruppo fiorentino formatosi nel lontano 1993 omaggiando con il loro nome Bridgitte Bardot. Da allora hanno invaso la Toscana e via, via, l'Italia intera con la loro musica folk-rock. Ragazzi di ottima annata che ancora sanno scatenarsi sul palco e far scatenare il pubblico; un plauso va al loro lavoro che, seppur di nicchia, rimane piacevole e mai eccessivo. In uno scenario caotico misto alcol e porchetta, hanno suonato parte del repertorio storico. Tutto molto casareccio. Penso che a qualcuno sia venuta perfino voglia di sposarsi e invitarli al loro matrimonio. 

Ma non c'era solo la Bandabardò venerdì sera in piazza del mercato nuovo, ma anche il famigerato Prato a tutta birra che come ogni anno ha regalato ai partecipanti cibo di strada e soprattutto fiumi di birra. Tutto molto bello per chi vuole passare una serata senza troppe pretese. Mi fermo qua? Senza citare punti critici? Ma neanche per sogno! 

Sono stato diverse volte a Prato a tutta birra. Non ne voglio, né posso, parlarne male; ho sempre passato serate piacevoli in compagnia di amici. Birra, chiacchiere e musica la fanno sempre da padrona. Ma al di là del fatto che sembra che ogni anno si trascini verso una sorta di Festa dell'Unità senza partito politico, c'è sempre una pecca, il parcheggio. Per chi vuole presentarsi indenne e senza pensieri all'evento, o va a piedi o parte da casa almeno tre ore prima, oppure parcheggia a chilometri di distanza e, per salvarsi dalla camminata, si arma di asciugamano per il sudore. Devo dire comunque che con un po' di inventiva dove parcheggiare si trova. Ma è sempre una faticaccia. Ma nel complesso si può fare.

Ed i pratesi e non solo, lo fanno ogni anno.

 
 

 

Santino D'Accardi - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 26/5/2017

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