Bandiera Inglese

La necessità di comunicare

Intervista al Collettivo FX tra arte ed inchiesta

 

 

Quella del Collettivo FX è una grande storia, una storia a più mani, che inarrestabile si racconta sui muri. Attraverso un tratto grafico semplice ed immediato e l’utilizzo di parole ‘simbolo’ e domande, ci impongono a riflettere, raccontandoci la storia recente italiana, attraverso i volti dei personaggi che l’hanno contraddistinta, e veicolandoci importanti messaggi sull’Italia di oggi.

 
Murales del Collettivo FX a Officine Reggiane
 

Il vostro collettivo è in continua evoluzione, ingloba lungo il proprio percorso artisti nuovi, che siano capaci di raccontare un pezzo della vostra storia, che poi è la storia di tutti noi. Dove e quando nasce il Collettivo e cosa è il Collettivo FX oggi? Perché avete scelto il mezzo artistico per far arrivare i vostri punti di vista sulla società?
Nasce in un bar nella profonda provincia italiana; l'argomento era “è tutto una merda, la colpa è degli altri”; la domanda che ci siamo fatti fu: “e noi cosa combiniamo?”.
Oggi siamo in un bar nella profonda provincia italiana; l'argomento sono i rifiuti tossici seppelliti qui fuori dal paese; la domanda è: “qual è la prossima mossa?”.
Abbiamo scelto più il ‘mezzo’ che l'artistico (e non lo diciamo per falsa modestia, ma perché fare arte è un altro mestiere con complessità diverse), perché il ‘mezzo’ ci permette di portare molte questioni direttamente là fuori, in strada, in mezzo alla gente.

Collaborazione e Fiducia. Quanto sono importanti queste due parole per il Collettivo?
Importantissime. Non per lavorare meglio, ma per colmare delle lacune: se andiamo su un territorio e dobbiamo fare qualcosa che riguarda quel contesto noi che ne sappiamo? Per fare qualcosa di decente occorre l'alleanza con lo storico, l'antropologo, il parroco di quartiere, il sociologo o il barista. Non crediamo nei tuttologi né, banalmente, nel lavorare a tema usando un link inviato su Whatsapp. Preferiamo due chiacchiere mentre si magna una pasta con le sarde piuttosto che la teoria davanti ad un computer. E voi cosa preferite?

Il vostro tratto grafico è volutamente essenziale. E’ più importante la tecnica o il messaggio racchiuso dentro le vostre opere e il fatto che arrivi alla gente?
Decisamente il messaggio, proprio per questo adattiamo il tratto grafico al messaggio e al contesto. Il tratto che usiamo al Mercato del Rione Sanità di Napoli è diverso da quello che utilizziamo lungo l'autostrada A1 nella nebbia del nord. Tendenzialmente si cerca un proprio stile per distinguersi, noi preferiamo invece avere una “flessibilità” che ci permetta di lavorare adattandoci alla situazioni che incontriamo.

La vostra arte non è semplicemente estetica, ma fortemente interconnessa con la storia del luogo in cui nasce. Quanto sono importanti per voi le persone, fulcro delle vostre opere? Quanto è importante saper ascoltare i loro racconti e le loro esperienze e conoscere la storia che ha fatto l’Italia attuale, che spesso non viene raccontata sui banchi di scuola?
Crediamo che la storia sia sopratutto nelle persone e non solo nelle personalità importanti. Tendenzialmente si ha una visione un po' troppo hollywoodiana della storia, dove c'è un supereroe protagonista che diventa un mito inarrivabile. Così ci troviamo a “seguire dei miti” e non a ragionare per capire che cacchio succede e chi cacchio siamo. La scuola è complice di questa situazione, sopratutto perché non riesce a trasmettere l'esigenza di conoscere la storia, ma continua a trattarla come qualcosa “da libro” e non che troviamo “sotto casa”. Se veramente si riuscisse a trasmette l'importanza della storia, allora si studierebbe sempre uscendo di casa e osservando consapevoli quello che abbiamo intorno.

La vostra arte non è solo comunicazione di sensazioni ed emozioni personali, ma messaggio che può assumere una forte connotazione politica e d’inchiesta, portando all’attenzione delle persone che la osservano una determina tematica. Che forza può avere in tal senso l’arte urbana?
Sciascia, Montale, Pasolini, Guttuso, Picasso, Danilo Dolci, Gaber, De Andrè e moltissimi altri nei secoli si sono occupati di questioni politiche e, cioè, di quello che accade intorno a noi. Secondo noi, l'anomalia è nel periodo che stiamo vivendo ora, in cui le questioni politiche sono relegate al giornalismo e all'intrattenimento. E se l'arte e la cultura che si occupano di politica sono “potenti” già nei canali tradizionali. come le mostre, i giornali, i teatri, pensate quanto questa “potenza” si moltiplica se viene fatta in strada arrivando direttamente a tutti...

Ho avuto la fortuna di vedere e fotografare le vostre opere all’interno di Officine Reggiane a Reggio Emilia e di partecipare ad una jam che ha coinvolto artisti da tutta Italia e anche stranieri che hanno riportato la propria arte sul muro esterno di Officine. Quel giorno non lo scorderò mai, perché è stato un giorno di sorrisi e di scambio artistico. Sarebbe bello che Officine Reggiane divenisse un luogo aperto e visitabile e che la sua importante storia arrivasse anche al di là del muro di cinta che circonda la struttura, soprattutto ai giovani, cercando di dare anche più dignità alle persone che lì ci vivono. Avete in mente con gli altri artisti della scena reggiana attivi ad Officine (Bibbito, Lo Sbieco) altre iniziative di questo tipo?
Purtroppo a questa domanda non riusciamo a rispondere. Pur frequentando sempre le Reggiane, nell'ultimo periodo, per vari motivi, ci siamo allontanati dalla scena reggiana e quindi non sappiamo più cosa c'è in programma nella nostra città.

E ora la domanda di rito… Sogni nel cassetto e progetti per il futuro?
Il sogno nel cassetto è quello che si crei una condivisione tra tutte quelle realtà che lavorano sul territorio e che, come noi, stanno cercando di capire quali sono i metodi migliori per agire dove vivono le persone. Speriamo che con il tempo l'intervento pittorico nel territorio abbia una sua identità/professionalità e non sia la “periferia” dell'arte visiva o dei graffiti. Voi cosa suggerite?


Grazie per la vostra arte ragazzi e per ricordarci che l’Italia è bella e fatta di tante belle persone!
Grazie a voi! E sempre super produttivi!



 
 
Particolare di un murales a Officine ReggianeMurales realizzato dal Collettivo FX
 
Murales realizzato dal Collettivo FXMurales realizzato dal Collettivo FX
 
Murales realizzato durante il Restar ad Imola nel settembre 2016Murales realizzato dal Collettivo FX a Officine Reggiane
 
Conteiner a firma del Collettivo FXVagone del treno a firma del Collettivo FX
 

Francesca Nieri - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

 
Ultima revisione della pagina: 30/5/2017

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