Il Pecci danza con Jérôme Bel

La nuova mostra coinvolge proprio tutti

 
Una scena dello spettacolo-mostra
Fotografia di Elena Janniello

Se si portasse la danza dentro un museo? Se la si esponesse come opera d’arte? Cosa accadrebbe al museo? E cosa alla danza?

Jérôme Bel
, con la mostra 76’38’’ + ∞ al Centro Pecci di Prato, vuole proprio provare a fare questo esperimento e rispondere a queste domande. La prima risposta che emerge riguarda il rapporto col tempo ancor prima che con gli spazi.

Una performance di danza ha una durata ben definita che non si adatta felicemente agli estesi e ripetuti orari di apertura di un museo; 76 minuti e 38 secondi indicano la durata complessiva “ideale” della mostra, l’esatta somma del minutaggio di ogni video esposto, come a suggerire al visitatore/spettatore di prendersi tutto il tempo necessario e senza aver fretta di uscire dal museo. Il simbolo dell’infinito invece si aggiunge (ma non si somma) al tempo di visita della mostra: questa è la possibilità di una “nuova danza”, un loop creato solo per il museo e per le sue necessità, che invita il visitatore a fare esperienza di un viaggio vorticoso continuo che si può compiere in pochi secondi così come per l’eternità.

La mostra espone 5 opere principali di Jérôme Bel, disposte in modo quasi simmetrico in due sole sale per far emergere la dicotomia ‘pieno-vuoto’, ‘molti-individuo’, ‘rumori-silenzio’: nella prima sala ci sono i video di Diaporama, Shirtology, Vèronique Doisneau e la proiezione gigantesca di Compagnia Compagnia; nell’altra sala si trova la performance Danzare come se nessuno stesse guardando.

 
 
Una scena dello spettacolo-mostra
Fotografia di Elena Janniello

Da una parte si indaga la struttura del teatro, le sue differenze con la struttura-museo e la sua evoluzione nel tempo; si studia il rapporto tra segno (brand) e atteggiamento (azioni quotidiane); si esplora l’interazione di una ballerina con la professione della danza, la sua Compagnia e con tutta la sua vita; si analizzano la relazioni tra gruppi informali e non organizzati di individui diversissimi accomunati dal poter compiere insieme un’azione di danza, le gerarchie e i livelli relazionali che cambiano in continuazione e le convenzioni sociali cui siamo sottoposti quotidianamente.

Dall’altra parte si trova invece un’unica opera, un unico soggetto, un unico colore che irrompe in tutta la sala, un fucsia shocking su cui un ballerino balla, si muove e performa “come se nessuno stesse guardando”, destrutturando ogni convenzione sociale, liberandosi di ogni vincolo sia fisico che mentale, nonché la regola di un silenzio felpato che però è imbottito tutto intorno di osservatori curiosi e ipnotizzati.

Infine, a completare la mostra, la performance Compagnia Compagnia, in collaborazione con la Fondazione Teatro Metastasio di Prato, sarà ripetuta dal vivo ogni domenica alle ore 17 e alle ore 21 presso il Centro Pecci.

E, devo dire, non si può non assistere! Se il video già di per sé è molto attrattivo, la performance live toglie il fiato, sospende lo scorrere del tempo e coinvolge e sconvolge gli animi, e tu da visitatore senti un impulso irrefrenabile di improvvisarti performer per un attimo anche tu.

La mostra sarà visitabile fino al 25 Giugno 2017.


 

 

Elena Janniello - ERBA magazine

Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 9/6/2017

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