Bandiera Inglese

Un ingorgo poco caotico

 
locandina "Ingorgo Sonoro 2017"

È arrivato alla sua diciassettesima edizione l'Ingorgo Sonoro, festa nel centro storico di San Piero a Sieve, che raduna ogni anno migliaia di visitatori dal Mugello, dal confine emiliano, Firenze e Prato. 

Sabato 8 luglio 2017, ore 18 circa prende avvio la grande festa a cielo aperto, che occupa in tutta la sua estensione l’intero paesino, sali e scendi di bellezze antiche. Il simbolo della festa sonora, un bel triangolo della segnaletica stradale con all’interno un Dj che mixa. 

Per chi fosse veterano dell’ingorgo non sarà stato difficile ricordare che esistono 7 postazioni in cui famigerati disc jockey suonano ognuno un genere diverso, garantendo a chiunque di poter ascoltare e ballare ciò che più l’aggrada o semplicemente permettendo un’eterogeneità che non annoia mai. La novità è invece il segnale stradale di pericolo, mai tanto attinente quanto quest’anno.  

In seguito infatti alla direttiva Gabrielli e ai conseguenti fatti di piazza San Carlo a Torino, durante la partita Juventus-Real Madrid, anche l’ingorgo, in qualità di festa di massa si è dovuto adeguare alle norme vigenti: non più di 10.000 ingressi, monitorati tramite la vendita di braccialetti numerati del costo di 2 euro, anche per ricoprire le ingenti spese di una festa, che fino all’anno scorso era ad ingresso gratuito. 

Sette palchi dicevamo, che prendevano nome da capitali e città mondiali: Berlino, House music - Philadelphia, Disco soul funk - London, Techno - Havana, Musica latina - Amsterdam, Musica underground - Madrid, Rock - Palco ingorgo, Commerciale.

 
Fotografia di una delle 7 postazioni dell'Ingorgo Sonoro 2017

A completare la cornice, bancarelle (molte meno rispetto agli anni precedenti), mercatini e street food (panini, schiacciate ripiene). 

Inutile elogiare la festa, l’organizzazione esemplare, la musica che unisce; tutte qualità queste che si esaltano da sole, visto che dopo 17 anni la manifestazione richiama fiumi di persone. Ritengo invece che si stata denaturalizzata, che abbia perso la propria identità e per comprenderlo meglio basta leggere un sinonimo sul Sabatini Coletti. Ingorgo: imbottigliamento, intasamento. Si richiamano alla mente folle, file, caos, persone, tante, affollate. Nessuno pretendeva un “Ingorgo” come nel film di Comencini del ’78, ma a una festa del genere non si può richiedere numeri chiusi e spostamenti ordinati in fila indiana come all’uscita dalle scuole elementari. Magari il simbolo del prossimo luglio sarà sì un triangolo, ma con la punta rivolta verso il basso: il segnale che dà obbligo di precedenza al divertimento, caotico perché no, senza imposizioni o limitazioni, se non quelli imposti dalla morale e dal rispetto degli altri. 

Sono l’unica a pensare che l’entropia (chiedo scusa a Marie Kondo) sia semplicemente fantastica? Non è forse dal caos che è nata la vita?

Per maggiori informazioni sull'Ingorgo Sonoro

 

 

Giulia Diamanti -ERBA magazine

Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 22/12/2017

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