Bandiera Inglese

‘La seducente assenza’ di Valeria Caliandro al Capanno Blackout

La musicista e cantautrice pratese ha presentato il nuovo disco uscito lo scorso dicembre


 
Copertina del disco 'La seducente assenza' di Valeria Caliandro

È finalmente uscito lo scorso dicembre - disponibile in tutte le piattaforme digitali, negozi di dischi e punti vendita Feltrinelli - il nuovo disco di Valeria Caliandro, musicista e cantautrice pratese che un tempo mi era nota come VilRouge.

Negli stessi giorni sarebbe stata disponibile anche la mia nuova carta di identità (la prima con una foto presentabile), ma una serie di coincidenze e rapimenti alieni mi hanno catapultato, ancora sprovvisto, a venerdì 12 gennaio. Ok, apparentemente non c’entra nulla, ma quelli del Capanno Blackout per farmi assistere al concerto forse la vogliono vedere la mia carta di identità… Dai, sul serio? Magari si accontenteranno della paten… oh Cristo!

[OMISSIS]

Comunque alla fine è arrivata. Mai presentato un documento di identità con così tanto orgoglio in vita mia! Finalmente dentro (al Capanno), abbastanza in anticipo, avvio nella mia testa un’idea del concerto che sarà, guardando il palco, la strumentazione e la loro disposizione, il pubblico che piano piano riempie lo spazio. Vorrei tanto fare anche delle foto decenti questa volta, ma l’idea è stata talmente lenta da piazzarmi in seconda fila tra gli spettatori senza che me ne rendessi conto. Fortunatamente, per chi legge (e per chi scrive), alle foto - quelle belle - stanno provvedendo altre ed altri di altri-noti-begli-scatti (sì quest’ultima cosa, forse, la devi leggere di nuovo che sembra uno scioglilingua, ma il mio “dono” della sintesi non mi concede il lusso di fare troppi tagli e, se stai leggendo pure questa nota confidenziale, vuol dire che anche per la Caporedattrice sono un caso disperato! - Oh, stai a vedere che ho trovato un sistema per allungare il brodo…).

Comunque, davanti alle persone che mi sono davanti ci sono: Sara Soderi al basso elettrico (a destra) e Jacopo Ciani alla viola (a sinistra). Poche note, riverberate, vanno a colmare il poco spazio che resta tra le persone, come fossero un plaid per i miei confini umani in attesa di una storia. Ed eccola, Valeria Caliandro, che si siede al piano, al centro del palco, assecondando quelle note che nel frattempo sono diventate “A-mors”, terza traccia de “La seducente assenza”. Giusto il tempo di saluti e bla-bla-bla, che il basso elettrico diventa un violoncello per “Ogni forma” come, ad esempio, quella del “Lupo” oppure di “Corpi celesti” - mostri lasciati a giocare nei minuti ormai passati di circa metà concerto. Già, perché c’è da macinarne altri di brani. Così, giunto il momento delle chitarre, le distanze si accorciano e per una qualche strana magia mi ritrovo centralissimo e in prima fila, conquistato. Non lo avessi scoperto prima - accidenti alla documentazione da reporter - sarei rimasto piacevolmente sorpreso da quella che probabilmente avrei considerato una inaspettata cover di “Michelangelo Antonioni”, brano di Caetano Veloso (e finisci a pensare al filo pericoloso delle cose, eccetera, eccetera).

 
 
Valeria Caliandro al pianoforte durante il concerto al Capanno Blackout

A proposito di divagazioni, è la prima volta che mi capita di scriverlo e ne approfitto: che belle le luci al Capanno, completano l’opera! Anzi, già che ci siamo, mi vesto da presentatore-post-pippobaudiano versione ultima-puntata-di-una-trasmissione-a-caso, per spendere una parola per tutti gli addetti ai lavori dello spettacolo, nessuno escluso: evviva voi!

Ok, il punto è che qualche minuto fa “Burocrazia emotiva”, ha apparentemente chiuso il concerto e, considerando inevitabile che sia stato per finta, provo a riempire gli spazi dell’attesa svuotando la pila delle “cose da dire prima o poi”.
Per il bis più sicuro della storia, la versione alternativa di “Giostre”, con la sola chitarra acustica e l’affettuoso coro del pubblico sul finale, rende l’atmosfera ancora più familiare. Ecco la prova di come uno stesso brano, a seconda del contesto o del modo, possa offrire un ulteriore punto di vista del racconto e, mentre sto per perdermi in altre strane elucubrazioni, sul palco il trio è di nuovo al completo per quello che temo sia sul serio l’ultimo brano del concerto: “Galeoni”.

[TIMORE FONDATO]

Che dire, tutti e tre hanno saputo rendere giustizia emotiva al gran bel lavoro discografico della titolare del progetto. Ogni nota, ogni sfumatura riusciva a stare dove doveva stare e portarmi dove mi dove portare e la cosa, purtroppo, non è così frequente. Ogni applauso è davvero meritato. Grazie!


Per conoscere Valeria Caliandro e la sua musica:
Pagina FB Valeria Caliandro
Profilo Instagram Valeria Caliandro

Per ascoltare e scaricare il suo nuovo album 'La seducente assenza':
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Alessio Cerasani - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 18/1/2018

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