Bandiera Inglese

Sanremo 2018, ritorno alle origini

 

Sono state 5 serate spumeggianti, ricche di canzoni molto belle, dal sapore del Sanremo ‘vecchio stile’. Claudio Baglioni, che festeggia quest’anno 50 anni di carriera, ha avuto un duplice ruolo di presentatore e direttore artistico del Festival. Non poteva astenersi dal regalare al pubblico intermezzi musicali con i suoi più grandi successi. Come era prevedibile, quello del cantante è decisamente il ruolo che più lo vede a suo agio.

Il vero ruolo di conduttrice del Festival lo porta avanti Michelle Hunziker, che ha anche messo in scena doti di cantante e ballerina. Brava a presentare, simpatica ad animare riempiendo i tempi tecnici di montaggio e smontaggio del palco, perfetta nel tenere i tempi. La vera grande rivelazione, con tutta la critica unanime, è  stato l’attore Pierfrancesco Favino. Abile nel canto come nel ballo; a suo agio nel presentare i brani. Il momento più alto, sicuramente, è stato il suo bellissimo monologo terminato con il canto di Fiorella Mannoia e dello stesso Baglioni. I due cantanti sono entrati ‘in punta di piedi’ in un momento sicuramente molto alto e delicato del monologo, per emozioni e tensioni, intonando “Mio fratello che guardi il mondo” di Ivano Fossati. Bellissimo momento.

Ci sono, comunque, tanti piccoli momenti da ricordare di questo festival. L’anziana che balla sulle note del gruppo Lo stato sociale; Fiorello che fa lo ‘scalda pubblico’ nella prima serata. Il volo che canta con la super ospite Gianna Nannini la canzone “Meravigliosa creatura”. Poi Laura Pausini che si è fatta desiderare, causa laringite che ha bloccato l’artista al suo debutto previsto inizialmente per la prima serata del festival.

La sigla è stata una delle cose che ho apprezzato di meno. Un brano cantato all’unisono da tutti i cantanti in gara… quasi non la ricordo nemmeno…

Non sono, ovviamente, mancate le polemiche. Il brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro; accusato di non essere completamente inedito… beh non sarebbe Sanremo senza un minimo di polemica. Curioso che proprio i due, prima sospesi preventivamente, poi riammessi (giustamente per regolamento) siano stati gli effettivi vincitori della
sessantottesima edizione del Festival. Per quanto mi riguarda, una vittoria meritatissima!

Gli ascolti hanno incoronato in festival di Baglioni che, oltre a valorizzare i giovani talenti e la musica italiana in genere, ha saputo riportare la musica al centro del festival.

Un ritorno alle origini insomma, dove band e artisti emergenti si alternavano alle ‘vecchie leve’ della musica cantautorale italiana.

Un festival dove la musica e le canzoni sono tornate protagoniste; proprio come aveva promesso Baglioni. Le giornate del festival sono volate via con leggerezza, tra battute, momenti di riflessione e belle canzoni. In Rai, archiviati i bicchieri di spumante, si pensa già al prossimo anno…

 
 
Nella foto i tre presentatori del Festival con i due vincitori sezione big, Ermal Meta e Fabrizio Moro
 

 

Sara Scardigli - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 29/1/2019

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