Bandiera Inglese

Fabrizio De André - Principe libero

 
Luca Marinelli in "Fabrizio De André - Principe Libero"

"Ho conosciuto De André grazie a mia nonna. Quando ero piccolo, una volta che mi trovavo a casa sua, lei prese questo giradischi e mi fece ascoltare "Il Testamento di Tito"; nel frattempo uscì per fare delle commissioni, e quando tornò mi trovò steso per terra col disco che andava... avrò ascoltato quella canzone più di dieci volte. Quando mia nonna mi vide esclamò: 'Lo sapevo!'. Mi era piaciuta, eccome".

Così Luca Marinelli in un'intervista, racconta il suo primo approccio alla musica del cantautore genovese, Fabrizio De André. Marinelli è infatti il protagonista e interprete di Faber, nel film co-prodotto con la RAI "Fabrizio De André - Principe Libero". Diretto da Luca Facchini e uscito nelle sale il 23-24 gennaio scorso, è successivamente stato mandato in onda in prima serata su Rai 1 in due puntate, il 13 e 14 Febbraio.

Ciò che colpisce di questo film, è senza dubbio la recitazione degli attori presenti, in particolare ovviamente quella di Luca Marinelli, che sa sempre distinguersi per la sua immensa bravura. 
Mi è piaciuto molto il fatto che non si sia voluta dare una "santificazione" della persona di De André; essendo molto amato dal pubblico, c'era il rischio che ne venisse data un'immagine troppo "mistica". E' stato invece mostrato un lato molto umano e personale, in cui è stato dato spazio anche a una pungente ironia e ai suoi difetti. 

Marinelli colpisce per la sua sensibilità di attore 33enne, riuscendo a omaggiare uno dei miti più sacri e intoccabili della musica italiana. Egli dà una propria interpretazione del personaggio, ricorrendo a una gestualità, atteggiamenti e soprattutto al canto, che risultano perfetti. De André è qui un poeta irrequieto, musicante degli emarginati - vediamo per esempio il suo rapporto con le prostituti di Via del Campo o la sua dipendenza da alcool e fumo - pur essendo lui cresciuto nei salotti e negli ambienti dell'alta borghesia genovese. 

 
 
Luca Marinelli in "Fabrizio De André - Principe Libero"

La pellicola approfondisce anche le vicende sentimentali di De André e il suo rapporto con le donne. 
Meno spazio invece viene dato alla musica e alla sua vita di cantautore; manca l'introspezione artistica delle sue ideologie e non viene mostrato in che modo lui, da uomo, diventa artista. Privo di lustrini, esplicitava nelle sue canzoni un impegno politico e filosofico. E' stata insomma favorita la biografia in senso stretto e il lato umano del personaggio. 

Il film si muove in modo molto lineare, ripercorrendo quarantanni della vita di Faber, dall'infazia alla morte del padre, senza omettere niente o inserire elementi di finzione. Molto bella la ricostruzione del rapimento di De André e la moglie Dori Ghezzi in Sardegna, dalla cui vicenda Fabrizio trasse ispirazione per scrivere il capolavoro assoluto che è "Hotel Sopramonte". 

Ampio rilievo viene dato anche ai personaggi comprimari come gli amici di infanzia Luigi Tenco e Paolo Villaggio, interpretato quest'ultimo in modo magistrale da Gianluca Gobbi. Bellissima anche la fotografia, i colori e le ambientazioni che spesso hanno saputo riscattare delle inquadrature un po' sottotono. 

L'unica pecca del film, secondo il mio punto di vista, è che non riesce a portare allo spettatore quel senso di tragicità e di dramma che ci si aspetterebbe in certi momenti della storia. Probabilmente ciò è dovuto a delle dinamiche narrative già viste, piuttosto in stile "RAI". Nel complesso però ritengo che sia una pellicola di tutto rispetto e ben realizzata. Un degno omaggio ad un artista che rimarrà sempre uno dei protagonisti inossidabili del nostro tempo.

 

 

Eleonora Giovannini - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 20/2/2018

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