Bandiera Inglese

Episodio 1: Joni Mitchell - Hejira (1976)

Rubrica 'Potrei avere le cuffie?'


 

Ok, mi serviva una scusa per scrivere di cose vecchie e metterle dentro “Prato” - per fortuna che c’è la Lazzerini!

La verità è che devo molto anche alla biblioteca e volevo renderle un modesto tributo. Sì, perché in quanto immigrato appassionato di musica, delle volte mi capita di pensare con nostalgia alla mia preziosa collezione di dischi che mi aspetta al paesello quelle tre o quattro volte l’anno. Se aggiungi che il tuo archivio da portarti a spasso per il mondo, conservato in un bellissimo e compattissimo hard-disk esterno rosso, sa sorprenderti distruggendosi malinconicamente e tu, nella campagna pratese, sprovvisto di una wi-fi decente, a un certo punto ti ricordi di quella canzone che di colpo diventa l’unica canzone che vuoi sentire… ecco, per fortuna certe volte quella canzone la trovi nella biblioteca della tua nuova città!

Per l’appunto, oggi volevo scrivere di “Hejira” di Joni Mitchell, riciclando e approfondendo un mio post di qualche mese fa conseguente all’acquisto del vinile.

"Amelia, it was just a false alarm”, mi ha agganciato così, con quella frase ripetuta nella seconda traccia in scaletta. Un album scritto letteralmente per strada, durante il viaggio di ritorno a casa, attraversando gli Stati Uniti in solitaria. Macchina, motel e soste curiose. Un viaggio che per forza di cose si fa introspettivo e i testi, in tal senso, sono molto belli ma non fini a loro stessi, perché le dinamiche, musicalmente parlando, sono fantastiche: amplificano le immagini col minimo degli strumenti, coinvolgendoti in una specie di intimità. Per capirci, è un disco che ti concede molto, se hai da prendere. Nessuna verità assoluta, solo il viaggio di una persona sola che torna a casa. Non sei in quella macchina, quei pensieri non sono i tuoi, ma in una qualche maniera puoi condividere un percorso. 

Qualche riga fa ho accennato ad una maestria nel gestire il suono. Jaco Pastorius al basso e Larry Carlton alla chitarra sono ispiratissimi. Joni Mitchell, poi, è davvero straordinaria anche come musicista e produttrice, libera soprattutto: è una stella polare.

Se non conosci questo disco e ti va di ascoltarlo, lo trovi alla Biblioteca Lazzerini di Prato...

(Continua?)

 

Alessio Cerasani - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 19/3/2019

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