Bandiera Inglese

Nascita di una Nazione

Guttuso, Fontana, Manzoni e Schifano in mostra a Palazzo Strozzi


Mostra 'Nascita di una Nazione' - ph by Elena Janniello
 

Sono passati esattamente 50 anni dal fatidico Sessantotto e a distanza di mezzo secolo ancora sentiamo forte l’urgenza di capire che cosa sia l’Italia, qual è la sua identità. La mostra di Palazzo Strozzi “Nascita di una nazione” fa breccia proprio lì, a cavallo tra gli anni ’50 e ’70, anni di grandi ribaltamenti sociali, politici, culturali e soprattutto artistici.

La mostra si apre con “ciò che non sarà più”: l’ultimo dei neorealisti politicamente impegnato, Renato Guttuso. Dopo di lui ci sarà quasi solo astrazione, forse perché il realismo non è più sufficiente a rappresentare il fervore politico degli anni successivi.

Nuovi materiali e nuovi strumenti rappresentano così la trasformazione di quel periodo: Fontana taglia una enorme lamina di metallo, ne spezza il riflesso; Burri incornicia sacchi di juta e tempera carboncino e sabbia si scontrano sulla tela di Vedova.

Basta un solo passo e improvvisamente l’assenza di gravità, l’essenziale, l’esistenziale: il bianco pervade tutto, le opere, l’allestimento, le luci. La privazione totale del colore in questa sala-cattedrale libera da ogni preconcetto, da ogni estremismo narrativo e contemporaneamente porta il visitatore a ripensare l’Italia senza fronzoli.

 
Mostra 'Nascita di una Nazione' - ph by Elena Janniello
 

Poi, di nuovo un contrappasso, si scavalca il bianco informale e si recupera la vivacità degli smalti adatta a rappresentare i Compagni, falce e martello, la protesta del popolo.

Infine un altro “cortocircuito”: una nazione che smette di guardarsi soltanto dentro e inizia a proiettarsi fuori, a farsi sentire dagli altri. L’Italia cerca di Rovesciare i propri occhi con l’opera di Penone che indica alle nuove generazioni una nuova via: rispecchiarsi consapevolmente in ciò che è stato richiede la volontà di proporsi al presente in modo nuovo, effervescente, rivoluzionario ma “riflessivo”.

Una mostra per italiani e non solo, una mostra che fa sentire gli italiani nomadi a casa propria, che spiega cos’era l’Italia nel ’68 e che ci chiede “Tu, oggi nel 2018, che Italia vuoi essere?”

Per info e prenotazioni portale web Palazzo Strozzi
fino al 22 luglio, tutti i giorni 10.00-20.00, biglietto 12€

 
 
 
 

Elena Janniello - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 23/3/2018

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