Bandiera Inglese

Otto & John Holys

“Your move is our groove”


 

Ho intervistato Otto & John Holys con i nostri tempi. Tutti noi siamo alle prese con diverse attività e per poco non abbiamo sfiorato il surreale scavalcando stagioni intere. Ad ogni modo ne è valsa la pena, ho approfondito la conoscenza di questi due ragazzi che rappresentano una bella realtà nel circuito dei DJ-Set tra Prato, Firenze, Pistoia e oltre…


L’INTERVISTA:

Ciao Ragazzi, innanzi tutto complimenti per il bellissimo logo e per l’immagine di copertina della vostra pagina Facebook. Chi c’è dietro questo lavoro?
Ciao Erba Magazine, il nostro logo è tutto merito di Alessio Capecchi, infatti nasce da un flyer di qualche anno fa del Controsenso, che per noi rappresenta un po’ il punto di partenza, la culla di O&J. Insomma ci è piaciuto molto come Alessio aveva disegnato i nostri nomi ed è stato così gentile da permetterci di utilizzarlo. Per le nostre grafiche hanno anche collaborato le bravissime Giulia Brachi (il suo lavoro sta lì appeso accanto alla scrivania di Otto) e Bianca Vagnoli che vogliamo ringraziare. Per tutto il resto la nostra comunicazione visiva si può dire che è “fatta in casa”, nasce dalle nostre idee ed è realizzata in modo molto artigianale.

Quanta importanza ha la comunicazione visiva nella vostra attività?
La comunicazione è importantissima, direi in tutte le attività; per quanto riguarda la nostra esperienza posso dire che diventa indispensabile l’utilizzo dei social e le piattaforme varie. Di conseguenza diventa molto importante riuscire a trasmettere quella che è la nostra essenza, il nostro modo di vivere la musica. Spesso la semplicità è la strada migliore per trasmettere in maniera più diretta quello che abbiamo in mente…

In questi giorni molti locali stanno celebrando la chiusura della stagione: come è stata la vostra stagione in giro in molti di questi locali?
Sì, siamo arrivati al consueto momento dei “closing party” e devo dire che la nostra stagione, ma più in generale gli ultimi anni ci hanno permesso di divertirci molto. Abbiamo avuto la possibilità di portare la nostra musica in situazioni e luoghi anche molto differenti. Questo ci permette di avere sempre nuovi stimoli e anche di evolvere il nostro modo di sentire la musica. Credo che sia una sorta di percorso che via via cresce e ingloba tutte le radici, tutte le esperienze, fino a portare ad un risultato mutevole ma che è quello che ci rappresenta meglio in quel preciso momento.

Che estate sarà quella alle porte?
Al momento direi abbastanza piovosa :)
L’estate è sempre un bel momento perché si riesce magari a mettere un po’ di musica sotto il sole, o magari anche davanti ad un bel tramonto. L’atmosfera è sicuramente più rilassata e al momento abbiamo alcune situazioni interessanti da Prato, Pistoia e Firenze. In ogni caso ogni tanto un po’ di vacanza fa bene per “resettare” le idee e anche per prendersi un po’ di tempo libero; visto che entrambi siamo impegnati nelle nostre attività (ahimè) principali.

Com’è per voi gestire le due cose (Lavoro - dj set)?
Chiaramente la cosa richiede impegno e talvolta qualche sforzo, ma la passione per quello che facciamo è la spinta che ci dà la giusta energia. Una serata ben riuscita può dare la giusta dose di positività e far dimenticare anche qualche fatica di troppo.

 
 

Sono d’accordissimo con voi. Come avete iniziato?
Il nostro progetto nasce come spesso accade, quasi per caso. Ma io al caso ho smesso di crederci da un po’.
Ci siamo conosciuti alcuni anni fa semplicemente parlando di quello che ci piaceva. Da lì la voglia di trovarsi a “smanettare” nel salotto di John è presto diventata, quasi senza accorgersene, la molla naturale che ci ha permesso di mettere i dischi alle prime serate. Otto veniva da alcune esperienze prettamente rock, indie rock che però non soddisfacevano a pieno e quelle sfumature elettroniche erano già lì, pronte ad esplodere. Tutto il resto l’ha fatto la passione di entrambi che ci ha fatto crescere piano piano e ci ha permesso di toglierci diverse soddisfazioni a giro per la Toscana ma non solo.

Com’è lavorare in due? Otto & John Holys hanno una direzione, un progetto definito o sono “animali” che si godono il proprio tempo o gli umori del momento?
Lavorare in due ci piace, effettivamente ci deve essere una bella intesa e un grande affiatamento. Qualcosa ci deve essere fin da subito, poi si costruisce col tempo e con le esperienze. Più che un progetto definito, forse sì, lo definirei più un fluire fatto di passione e di voglia di divertire e divertirsi. Proponendo quello che riteniamo “bello”.
La nostra linea guida è sempre stata questa e sempre lo sarà. Si fa quello che ci piace, visto e considerato che nel bene o nel male, la nostra attività è una passione, non ci dobbiamo vivere per intendersi. Sicuramente questo dal lato artistico ci permette di non preoccuparci dei compromessi o di snaturare quello che è il nostro mood. E questo lo riteniamo fondamentale nella musica. 

Quali sono i vostri riferimenti?
Parlare di riferimenti per me non è facile. Sono sempre alla ricerca di riferimenti, temo un po’ chi pensa “si stava meglio quando si stava peggio”. Credo che il bello vada trovato nel presente e nel futuro. E’ necessario sforzarsi e cercare di spingersi oltre per cercare quella mutevole essenza di cui parlavamo poco fa. O&J è un progetto dinamico è una continua ricerca di un qualcosa che non raggiungeremo mai. Una specie di continuo miglioramento (almeno per noi), con l’idea che si può fare sempre meglio.

Dovendo presentarvi a chi, tra i nostri lettori, non vi conosce, come raccontereste Otto e John Holys?
A tal proposito utilizzeremo quello che è il nostro motto: “Your move is our groove”.

Direi che è davvero efficace! Avete un brano da consigliarci per la nostra playlist di consigli d'autore?
Consiglieremo “Touch Screening” di MAIOLE. È un musicista italiano uscito da poco ma davvero molto interessante secondo noi.

Grazie ragazzi, ci si vede a giro allora!

 

 
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Il brano consigliato da Otto & John Holys...
“Touch Screening” di MAIOLE

 

Alessio Cerasani - ERBA magazine
 
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Ultima revisione della pagina: 18/6/2018

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