Bandiera Inglese

Dietro il volto, l’anima

Intervista all'artista romano Marco Rea


Marco Rea e la sua 'arma del delitto'
 
Marco Rea nasce nel novembre del '75 a Roma, città dove vive e lavora.
Le sue opere, realizzate mediante l'uso di pittura spray, sono frutto della reinterpretazione di immagini preesistenti; copertine di riviste patinate e manifesti pubblicitari vengono trasformati e alterati fino a perdere quasi del tutto la loro forma originale, svelando un’anima segreta, buia e malinconica. Volti che perdono i contorni della realtà, che si materializzano nel vuoto e, come sotto un effetto ipnotico, attirano totalmente l’attenzione trasmettendo un vago sentore di sublime inquietudine.
La sua produzione artistica vanta uno stile originale e inconfondibile, un unicum nel panorama dell'arte contemporanea italiana e mondiale. Su di lui appaiono diversi articoli ed interviste per magazine e siti di culto di tutto il mondo, tra cui spicca Vogue, Juxtapoz, Hi-Fructose, Inside Art e le sue opere sono state esposte in numerose gallerie e musei in Europa, Stati Uniti e Asia insieme ai più importanti nomi della scena artistica contemporanea mondiale.
Importanti sono le sue collaborazioni nel mondo della moda. In meno di un anno è diventato uno tra i più interessanti e innovativi fashion illustrator del panorama contemporaneo; attualmente è l'unico artista italiano a collaborare con SHOWstudio di Nick Knight. Di recente ha esposto al MACRO (Museo Arte Contemporanea Roma) ed ha eseguito illustrazioni per la Fashion Week di Parigi e realizzato opere per diverse personalità di fama mondiale tra cui Kate Moss e Chloe Sevigny.
 

Quando è nata la necessità di comunicare attraverso l’arte? Qual è stato il tuo percorso artistico e c’è una persona in particolare che ti ha spinto a diventare l’artista completo che sei adesso?
Non sono mai stato un tipo troppo espansivo, capace di esternare le proprie emozioni, gioie o rabbia e l'arte è per me uno sfogo, una necessità.
Ho sempre saputo che la creatività avrebbe fatto parte della mia vita e non ho mai avuto dubbi riguardo il mio percorso di studi. Mi sono diplomato al Liceo artistico, poi ho iniziato l'Accademia di Belle Arti ma l'ho abbandonata dopo nemmeno un mese. Successivamente ho preso il diploma alla Scuola Romana di Fumetti e mi sono laureato in storia dell'arte contemporanea. In parallelo a tutto questo avevo scoperto il mondo dei graffiti e del writing. Tutte queste esperienze sono state tanti piccoli tasselli che sono andati a comporre ciò che faccio ora.
Una persona che mi ha spinto ad andare avanti nell'arte? Me stesso. 

Al centro delle tue opere volti e figure femminili… Perché la scelta di concentrarsi sull’universo donna? 
Sono sempre stato interessato alla figura umana in generale ma in particolare alla figura femminile. 
Amo le donne, i loro volti, le espressioni, i corpi; inoltre ho sempre pensato che le donne fossero un catalizzatore di emozioni, se amano lo fanno con tutte loro stesse, se soffrono lo fanno in modo totale e tutto questo mi affascina. Sanno essere più fragili e al tempo stesso più forti dell'uomo.

Nei tuoi lavori parti da fotografie di fotomodelle da copertina, per poi smontare quest’immagine e annullarla in parte con il tuo passaggio evanescente; ricreandone una nuova, più intimistica, sensuale e profonda, che esalta però anche quel lato più melanconico che appartiene spesso all’universo femminile. Qual è il messaggio che vuoi farci arrivare col tuo intervento? Come scegli i volti su cui intervenire? Qual è la fiamma che innesca il tuo processo creativo?
Il messaggio? Come faccio ad esprimere a parole quello che mi impegno a fare con la vernice da oltre dieci anni? :)
Riguardo la scelta dei volti è tutto molto intuitivo, a volte mi colpiscono per la loro bellezza, altre volte per la loro forma o per il loro equilibrio o anche il non equilibrio. 
La fiamma che innesca tutto è forse un' indagine verso la figura umana, a volte riguardo la sua forma, altre verso la sua psiche. È ricerca di equilibrio, un equilibrio sia dell'opera che di me stesso, una costante lotta tra caos e ordine. 

Col tuo spray spolverato che applichi su poster e manifesti pubblicitari dai all’immagine un senso di infinito, di bellezza evanescente, di mistero, ma allo stesso tempo concentri l’attenzione su alcuni elementi e tratti che rimangono ben visibili, facendo arrivare lo spettatore dritto negli spazi mentali e nei pensieri delle tue donne. È un po’ questo il gioco che metti in atto… sfumare e cancellare per esaltare? Togliere per portare alla luce dei particolari e delle sensazioni che nel ‘tutto’ andrebbero persi? Che tecnica usi per ottenere l’effetto tipico dei tuoi quadri?
Sì, è vero, la mia arte nasce da una cancellazione, da un atto distruttivo. Cancellando e coprendo riesco in qualche modo a svelare... è una magia anche per me! Per dare vita a tutto questo dipingo sopra manifesti pubblicitari che prelevo dalla strada, la mia è un'arte di appropriazione. Altero poi l'immagine originale utilizzando semplicemente delle bombolette spray, ormai le utilizzo da oltre dieci anni e mi diverto di volta in volta a sperimentare nei modi più possibili e svariati.

Può esistere l’arte senza anima e senza istinto? Perché nella tua trovo entrambe queste caratteristiche ed è stata subito empatia, innamoramento…
Nel corso della storia dell'arte contemporanea ci sono sicuramente stati artisti che hanno cercato di rendere le proprie opere il più anonime possibile o prive di ogni istinto. Nella mia arte tutto questo non sarebbe possibile. Amo affidarmi al mio istinto, all'imprevisto, all'errore e tutto questo contribuisce a donare un'anima e una vita propria alle mie opere. Amo il mio lavoro e sono felice che questo sia visibile.

L’arte può e deve essere un veicolo per…
Sorprenderci.

Nel tuo passato hai avuto anche un trascorso ‘street’… quando e perché hai deciso di passare dalla strada alle gallerie? Cosa rimpiangi della prima, cosa invece ti hanno dato in più a livello professionale le seconde?
Quello che facevo in strada era una cosa, mentre quello che faccio in galleria è un'altra. Certo l'esperienza dei graffiti mi ha portato a perfezionare l'utilizzo delle bombolette spray ma sono due cose diverse, con due vite diverse. Della prima posso rimpiangere l'adrenalina che ti dà dipingere illegalmente sopra un muro o sopra un treno, ma la seconda mi ha permesso di maturare e di esprimere al meglio me stesso.

Come fa un animo come il tuo a sopravvivere in un ambiente non sempre puro come quello artistico ad alti livelli? Hai qualche consiglio da darci?
Mi chiudo nel mio studio a dipingere e, per quanto sia possibile, mi estraneo da tutto il resto lasciando le brutture del mondo al di fuori. La cosa fondamentale credo sia fare arte sempre prima per se stessi. Il consiglio che vi do è quello di fregarvene sempre dei consigli altrui!

Dove potremo ammirare le tue opere prossimamente?
Attualmente sono esposte a Londra presso SHOWstudio Gallery, a San Francisco nella Mirus Gallery, a Roma alla Galleria Parione9, a Malta nello spazio espositivo SOLO, a Berlino nella Luisa Catucci Gallery e dopo l'estate ho in programma un bellissimo progetto al Museo MACRO di via Nizza a Roma, spero mi seguirete. Vi aspetto.

 
 
opera dell'artista romano Marco Reaopera dell'artista romano Marco Rea
 
opera dell'artista romano Marco Reaopera dell'artista romano Marco Rea
 
opera dell'artista romano Marco Reaopera dell'artista romano Marco Rea
 
opera dell'artista romano Marco Reaopera dell'artista romano Marco Rea
 

Francesca Nieri - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 10/7/2018

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