Bandiera Inglese

Dryphoto - Connubio tra spazio culturale e influenze artistiche

Il linguaggio fotografico che fa riflettere e incontrare

Come nasce Dryphoto Arte Contemporanea?
"Nel 1977 un gruppo di fotografi laureandi in architettura e operatori culturali si incontra presso il Centro Documentazione di Prato per riflettere sul linguaggio fotografico partendo dalle istanze espresse da Franco Vaccari nel suo libro L'inconscio tecnologico.

L'attività di Dryphoto inizia operando in molteplici ambiti culturali, organizzando conferenze, spettacoli, cineforum e workshop.

Dopo alcuni anni l'intensa operosità del gruppo rese necessaria la ricerca di uno spazio indipendente dove poter sviluppare agevolmente le varie iniziative; la nuova sede del centro storico di Prato si apre nell'Aprile 1981 con la mostra Iconografie, Topografie sull'opera di Luigi Ghirri".

 
 

Cosa cattura l'attenzione nella scelta di un soggetto fotografico?
"Non è tanto la scelta del soggetto fotografico quanto la ricerca e la filosofia che sta alla base del lavoro del fotografo che spingono a scegliere un autore rispetto ad un altro.

Da sempre abbiamo cercato una relazione privilegiata con il territorio in cui abitiamo, lavorare tenendo conto del qui ed ora, senza cadere in nessuna sorta di provincialismo.

Dalla necessità di uscire dai vari cerimoniali espositivi, dal rifiuto di vivere solo in spazi ed ambiti privilegiati ed istituzionali, siamo arrivati alla creazione di progetti che, attraverso il coinvolgimento di diverse figure professionali tengono conto della realtà economica e socio-politica del territorio nel quale ci troviamo ad operare, influenzata dai grandi cambiamenti avvenuti a livello globale".

 
 

Perchè la scelta di spostare lo spazio di lavoro nel quartiere Macrolotto di Prato?
"Quando abbiamo scelto la nostra prima sede, lo abbiamo fatto perchè il centro storico della città era completamente abbandonato; dopo la chiusura dei pochi negozi, la sera non circolava nessuno.

Quando ci siamo dovuti spostare abbiamo scelto il Macrolotto Zero perchè era la parte più attiva della nostra città, piena di contraddizioni e conflitti, piena di vita.

 

Daria Derakhshan - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 14/5/2020

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