Normal people - Il mistero della normalità


"Credo che la nostra sia quella strana età in cui la vita può cambiare enormemente per delle decisioni minime".

Arrivo certo un pó in ritardo nell'approcciarmi all'opera di Sally Rooney, la talentuosa scrittrice irlandese classe 1991 che nel 2017 aveva già stupito il panorama editoriale europeo con Conversations with friends.

Normal People, la sua seconda creazione, è da poco diventata una serie Netflix: con ogni probabilità, un'operazione destinata a consacrare in via definitiva l'autrice al successo pop.

La trama è quella di una particolare love story generazionale: nell'Irlanda in crisi del post 2008, si sviluppa una relazione tra Marianne, introversa e brillante studentessa liceale, e il compagno di scuola Connell, figlio della sua domestica di famiglia, giovane dal grande successo sociale ma segretamente insicuro e tormentato.

 
 

I due diventano prima migliori amici e poi amanti, tra di loro nasce una travagliata relazione aperta: l'uno influenzerà indelebilmente la vita dell'altra, e senza voler svelar troppo, ciascuno si trascinerà dall'adolescenza all'età adulta i propri demoni.

La semplicità di Normal People è forse il suo punto di forza: non si tratta di un raffinato esperimento postmoderno alla Wallace, né di una sardonica e illuminante distopia alla Houellebecq, bensì di una storia d'amore e formazione sotto certi versi molto tradizionale, senza colpi di scena o eccessi stilistici.

I personaggi secondari sono realistici nel senso proprio del termine: non sono mai allegorie o pretesti, ma sempre passanti o figuranti di uno spicchio di realtà ben riconoscibile; se c’è qualcosa di allegorico è la relazione di Marianne e Connell, che porta in sé pregi e difetti che a tratti sembrano rispecchiare il secolo corrente: da un lato libera, costruttiva e dalle grandi ambizioni, dall’altro indistricabile.

 
 

L’incomunicabilità è difatti uno dei temi cardini del romanzo: l’espressione dei sentimenti, sinonimo di debolezza, viene procrastinata creando voragini incolmabili, l’ironia del titolo invece gioca un ruolo fondamentale nella possibile interpretazione dell’opera: Connell e Marianne sono persone normali. 

Il lettore viene sfidato a capire perché fino all’ultimo i due giovani stenteranno a riconoscersi nel controverso stato di normal people: in sintesi, un profondo senso di diversità che più di ogni altra cosa è legato a un senso di inadeguatezza che farà da base per il profondissimo legame dei due protagonisti.

 
 

L’autrice affronta dunque con una certa leggerezza un dilemma filosofico di tale portata, attraverso una prospettiva prima personale e poi generazionale; per quanto riguarda lo stile, si opta per un narratore onnisciente che regala una narrazione piana, caratterizzata da frequenti e meticolose sequenze descrittive, quasi cinematografiche nel tratteggiare i gesti e le espressioni dei volti. 

Persone Normali è il genere di romanzo che ogni anno i Millennials aspettano per appagare il desiderio di riconoscimento di una generazione tanto incompresa e discussa.


Agata Virgilio - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 1/6/2020

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