Bandiera Inglese

De Gregori a Prato

Sono le nove e mezza, la piazza è quella del Duomo a Prato. La maggior parte delle persone siede comodamente sulle sedie predisposte dal Comune, mentre per i ritardatari (il sottoscritto) non resta che stazionare lateralmente con visione in ogni modo abbastanza buona del palco. Il pavimento in pietra ribolle, qualche prova luci, due accordi veloci, boato ed eccoci: il "Principe" fa la sua entrata. Completo grigio scuro, scarpe marroni, cappello e chitarra acustica sotto braccio. Lo accompagna una band valida formata da 2 tastieristi, batteria, 2 chitarristi e il bassista "capo" della band, come lo definisce De Gregori.

Inizio frizzante con due brani dell'ultimo album ma il pubblico si scalda con i primi accordi di Titanic eseguito in una versione abbastanza soft ma sempre allegra. De Gregori non è un grande oratore, ma d'altronde ciò per cui il pubblico ha pagato è la musica e di questo il cantante ne è consapevole e non delude, eseguendo magistralmente il brano che forse più lo rappresenta, modello per tutti i suoi colleghi: Rimmel. Il pubblico apprezza e intona il ritornello: "Ora le tue labbra puoi spedirle ad un indirizzo le nuovo e la mia faccia sovrapporla a quella di chi sa chi altro....." . Ovazione.

I brani si alternano tra pezzi più recenti e grandi evergreen, le chitarre dominano, in particolare un chitarrista che, con l'elettrica regala agli spettatori un paio di assoli degni di nota, ma non sono da sottovalutare anche i pezzi meno rock e più acustici che sembrano essere quelli preferiti al cantante che non disdegna, in ogni modo, di abbracciare la chitarra elettrica per alcuni brani. I classici ci sono tutti e i più giovani, in piedi ed ai lati della piazza cantano, applaudono e seguono il ritmo dei brani più celebri come 'La Leva calcistica del '68', 'l'Agnello di Dio' in una versione molto particolare, 'Alice'. Ancora grandi vibrazioni con un pezzo eseguito per sola voce e tastiera. Bravo il tastierista. Di nuovo chitarra sotto braccio per scaldare ancora la piazza affollatissima di Prato e band al completo che rianima il pubblico sulle note del 'Bandito e il campione' (eccezionale il ritornello "Vai Girardengo vai grande campione nessuno ti insegue su quello stradone.....") e 'Compagni di viaggio'. Non può mancare l'atmosfera magica di 'Generale', canzone ripresa anche da Vasco Rossi, che ha voluto omaggiare così il collega che ha ricambiato cantando, in un concerto, 'Vita spericolata' del rocker di Zocca.

Molto blues l'esecuzione di 'Numeri da scaricare', con la fusione emozionante del suono delle chitarre.
"Le stelle sono tante milioni di milioni......" è l'incipit di 'Non c'è niente da capire' altro grande successo e canzone dolcissima del cantautore che con la sua voce fa avvicinare le coppiette in un tenero abbraccio. Ma le emozioni non sono finite e il concerto tocca il suo vertice con una versione per sola tastiera e voce della 'Valigia dell'attore', sublime. Una delle canzoni più belle mai scritte, che raffigura le emozioni che prova un cantante sul palco di fronte allo sguardo del suo pubblico e la sensazione del dopo concerto nel camerino, scevro da emozioni, in compagnia solo della propria valigia e del manifesto dietro lo specchio.
Rientrati gli strumentisti ecco un altro brano rock 'Pezzi', da rilevare l'arrangiamento caratterizzato da un effetto di rallentamento e predominio del basso, profondo e toccante, e bellissima anche l'esecuzione di 'Un guanto' al termine del quale, il cantante ha presentato gli elementi della band.

Grandi applausi per il chitarrista e tastierista. Breve uscita di scena, seguita da grandi cori: "Francesco! Francesco!" che hanno accompagnato il rientro sul palco per il gran finale. Sono bastate poche note della tastiera per capire che il brano scelto per il bis era 'La Donna Cannone'. Brividi su per la schiena e pubblico unito in una scia di poesia ed emozione trasportante. "....e senza fame e senza sete voleremo via.....".

E per non smentirsi mai, fisarmonica in bocca e lunga introduzione strumentale, Francesco De Gregori ci ha augurato la buonanotte con il suo brano omonimo 'Buonanotte buonanotte fiorellino'.



Lorenzo Gironi - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 27/6/2016

I Social di ERBA Magazine: