Bandiera Inglese

The Gutter Twins @ Flog

Quando ho saputo dell'accredito per il concerto dei Gutter Twins, ho provato subito due sentimenti contrastanti: il primo era l'emozione di vedere in azione due colonne della storia del rock degli ultimi decenni e il secondo era la paura di non essere abbastanza preparato per la recensione. Per rendersi conto dell'eccezionalità dell'evento e della fondatezza delle mie perplessità basti dire che i due tizi in questione, i 'gemelli', sono Mark Lanegan e Greg Dulli. Se guardiamo al loro percorso artistico, ci accorgiamo di essere di fronte a due musicisti che hanno segnato la storia del rock (e non solo quello del 'grunge di nicchia') dagli anni '90 in poi: Mark Lanegan, mitico cantante ribelle degli Screaming Trees, ha militato anche in un gruppetto chiamato Queen Of The Stone Age, nonché collaborato con numerosi artisti come Isobel Campbell e Twilight Singer fondati quest'ultimi appunto dal nostro Greg Dulli, storico cantante-chitarrista degli Afghan Whigs. In totale, se aggiungiamo anche il percorso solista di Mark, i Gutter Twins si portano dietro la 'pesante eredità' di una discografia di circa 40 dischi, tra cui alcuni molto importanti (basti pensare all'album Gentlement degli Afghan Whigs).

Con questa titubanza reverenziale entro nell'auditorium che, per l'occasione, è stato riempito di sedie. I Gutter Twins si presentano, infatti, con un set acustico evidenziato dall'assenza di batteria e amplificatori. Sul palco troneggiano tre sedie, due spartiti, alcune chitarre acustiche e un pianoforte a coda. Il pubblico, variegatissimo, comincia ad affluire e prende posto. Come da tradizione, prima del concerto principale, il palco della Flog lascia spazio ai talenti emergenti. Questa volta è il turno di un timido ma bravo chitarrista-cantante americano che, dietro un imponente barbone e dei lunghi capelli biondi, arpeggia e ulula su melodie country-blues, con uno stile vagamente 'drakiano'. Se ne va, dopo una mezz'oretta, senza essersi presentato e, visto che il suo nome non è stato scritto da nessuna parte, lascia la platea impotente di reperire ogni tipo di informazione su di lui.

Finalmente ci siamo, entrano i Gutter: Greg Dulli molto ingrassato, Mark sempre composto e glaciale con la sua camicia blu, per ultimo il turnista. Si siedono, Greg dice 'buona sèra', accorda la chitarra e inizia subito a suonare. Fin dalle prime note ci rendiamo conto della grandezza del concerto: le due voci escono fuori al meglio delle loro possibilità, impressionando per la loro compostezza e estensione (soprattutto quella di Dulli). Mark Lanegan, con le mani che per tutto il concerto non si staccheranno mai dalle ginocchia, sfoggia tutta la sua rochezza basso-baritonale rendendo sorprendente e singolare qualsiasi sequenza di accordi venga suonata. Greg, indaffaratissimo, si alterna tra chitarra e piano ma non tralascia la sua voce che resterà, per tutto il concerto, pronta e precisa. Le due voci sembrano, infatti, rincorrersi e scappare nelle frasi melodiche per poi ritrovarsi nei potentissimi ritornelli armonici. Come una punta di un iceberg i Gutter Twins condensano in un esibizione minimale decenni di esperienza, di arrangiamenti e sperimentazioni.

I Gutter Twins trasformano la vecchia energia in magica e pacata semplicità, in un concerto che abbandona volentieri il repertorio di promozione (il loro unico album Saturnalia) per riscoprire brani del loro passato e non: frequenti sono le reinterpretazioni di pezzi storici della storia del rock e dintorni. Tra le curiosità spunta il medley Seven Storis Underground / Babe I'm Gonna Leave You (Led Zeppelin) e gli incredibili arrangiamenti degli Everly Brothers e Sinatra. L'ora e mezzo di concerto scorre piacevole e carica di emozioni, la platea si divide in tre parti: la tifoseria di Greg, quella di Mark e il placido centro amante della buona musica. Ma alla fine tutti saranno accontentati: ciascuno ha sentito le canzoni che voleva e, quando ci alziamo, rimane in bocca quel dolce retrogusto tipico di un evento eccezionale che difficilmente si ripeterà. Speriamo che i Gutter Twins decidano di registrare un live di questa tournée, in modo da poter risentire e apprezzare a pieno tutte le perle che ci hanno presentato. Perle che vanno dalla tipologia di set, alla scelta dei brani, fino agli arrangiamenti d'ogni singola canzone, perché il loro concerto è stato un dei più ricchi e interessanti degli ultimi mesi e l'uscita del cd sarebbe festeggiato come tesoro prezioso da tutti gli amanti del rock.

Infine, un grande plauso va doverosamente al turnista che riesce ad amalgamare i due talenti e a sopperire a tutte le mancanze che un set del genere poteva implicare. Ottimo chitarrista, fa la parte del mulo sobbarcandosi tutti gli arpeggi, i soli e supportando ulteriormente le due voci principali.

VOTO: 9



Federico Trentanove - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 27/6/2016

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