Bandiera Inglese

La meccanica dell'arancia di Chiara Noci

L'incubo di Kubrick ai giorni nostri

 
A 36 anni dalla prima proiezione al cinema, dopo che il divieto ai minori di 18 è stato tolto in Italia nel 1998, mentre in altre nazioni è tuttora proibito, La7 trasmette in anteprima assoluta sulla tv generalista il capolavoro di Stanley Kubrick: Clockwork Orange (Arancia Meccanica).

Per celebrare l'evento la pellicola è stata preceduta da "La meccanica dell'Arancia", uno speciale condotto da Alex Infascelli che, con l'aiuto degli ospiti (tra i quali la moglie di Kubrick) e di filmati dell'epoca, ha cercato di sviscerare e spiegare le tematiche più importanti di un film che ha fatto la storia del cinema.
Uscito nelle sale americane nel lontano 1971, approdato al Festival di Venezia l'anno successivo, è stato fin da subito contestatissimo per la crudezza delle immagini, nonostante fosse "contemporaneo" di film altrettanto crudi quali "Gola profonda" o "Ultimo tango a Parigi".

Ritirato pochi anni dopo l'uscita in seguito a minacce contro il regista e la sua famiglia e da atti violenti compiuti da giovani ispirati dalle nefandezze di Alex e i suoi Drughi, Kubrick decise di autorizzare la proiezione della pellicola solo dopo la sua morte.
Il film narra la storia di Alex, un giovane sociopatico amante di Beethoven che insieme ai suoi compari (i Drughi) si applica nell'esercizio di quella che lui chiama "Ultraviolenza", ovvero stupri, rapine e quanto di più turpe l'immaginazione umana possa partorire. Tendente al dispotismo nei confronti dei compagni, viene tradito durante una scorribanda, quindi arrestato e condannato per omicidio.

Per fuggire dal grigiore del carcere, si offre volontario per la sperimentazione del "Lodovico", un'innovativa tecnica che tenta di estirpare la parte più bestiale dell'uomo attraverso crisi di panico indotte quando il soggetto si trova davanti ad un qualsiasi tipo di violenza e, piccola controindicazione, quando ascolta la Nona di Beethoven.

Impossibile non notare quanto Arancia Meccanica sia così maledettamente attuale: gli atti di bullismo, gli stupri e le violenze documentate dai media in questi anni sono della stessa matrice di quelle di Alex, pura bestialità e violenza senza "morale". Non vi è un'ideologia dietro quegli atti, come accadeva nel ventesimo secolo, è il totale nichilismo che governa i Drughi di questo nostro secolo.
La violenza contro la violenza. Violenza che genera altra violenza. Qual è la violenza peggiore? Sempre che sia possibile attribuirle una scala di valori. La violenza "naive" dei Drughi, o quella "strutturata" delle Istituzioni? Lo scontro è una costante del film, che attraverso un uso funzionale della colonna sonora, produce nello spettatore fascino e repulsione per la violenza.

Kubrick non propone soluzioni, ma ci mette di fronte a verità scomode, fa luce negli spazi più oscuri e reconditi del nostro essere, ci mostra dinamiche sociali da sempre sottese.

L'incubo di Kubrick è davanti a noi ogni giorno, solo noi possiamo realizzarlo o cancellarlo.

 
Chiara Noci - Redazione di ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 27/6/2016

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