Bandiera Inglese

Candidamente Candido

La tragicomica rivisitazione del Candido di Voltaire

 

 
Si è conclusa l'avventura di Candidamente Candido al teatro Fabbricone di Prato, la tragicomica rivisitazione del Candido di Voltaire, inno per eccellenza all'ottimismo.

Il regista Emanuele Conte ha trovato un interessante escamotage per lasciare il pubblico sospeso tra realtà e finzione: i burattini che diventano persone e le persone che diventano burattini. Un richiamo a Pinocchio? Neanche per idea.

La performance teatrale vanta di un'originalità unica, in cui la scenografia viene costruita di pari passo con la storia, ecco che con una manciata di coriandoli nevica e che con il disegno di una barca si viaggia.

A 250 anni dalla sua pubblicazione il Candido rivive a Prato prendendo forma da un inanimato burattino fino a diventare Enrico Campanati, protagonista di questo viaggio quasi onirico alla ricerca del migliore dei mondi possibili.

Gli spettatori vengono guidati verso quell'ostinata voglia di vedere tutto "candido": l'ottimismo.

Si finisce, poi, in una surreale Venezia con scene che richiamano il thriller, in cui uno stanco Candido si rassegna alla semplicità delle cose che possiede: i fantasmi degli amici non ancora perduti e il ricordo di un amore tanto desiderato quanto ormai sfiorito.

Il filo sottile tra reale e irreale che lega le scene della piece teatrale si congiunge nel paragone tra teatro e cinema, piccola parentesi che il regista si concede. Lo stesso spettacolo teatrale è sempre diverso perché vivo, perché è un divenire fra rappresentazione ed emozioni che il pubblico suscita agli attori.



Noemi Neri - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 27/6/2016

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