Bandiera Inglese

Invictus

Il nuovo film di Clint Eastwood

 
foto di scena
screenweek.it

 
La vera storia di Nelson Mandela; questo l'ennesimo capolavoro del genio Clint Eastwood.
 
Dopo il grande successo dell'ultimo lavoro Gran Torino, dove l'attore e regista di San Francisco si è dimostrato ancora una volta un fuoriclasse in entrambe le professioni, Eastwood decide di tornare dietro la cinepresa per raccontare un pezzo di storia.
 
Il film ci racconta, infatti, la grande intesa che ebbero il presidente Nelson Mandela e Francois Pienaar, il capitano degli Springboks, per la pacificazione del loro paese. Si arrivava dalla divisione portata dall'apartheid che aveva saputo portare odio e conflitti all'interno dell'intera nazione.
 
Il neo eletto Mandela, che rimase in carica per 5 anni (dal 1994 al 1999) ebbe la grande capacità di vedere, nello sport, un linguaggio universale di aggregazione. Con questo intento riesce a spronare il capitano della nazionale di rugby del Sud Africa all'impresa: vincere il campionato del mondo, proprio in un periodo di grande difficoltà sportiva per la squadra. Questa è la sintesi della vittoria ai mondiali del 1995 del Sud Africa: questo è l'Invictus (l'Imbattuto, l'Imbattibile).

Come non spendere due parole sugli attori scelti da Eastwood. Morgan Freeman, che veste i panni del presidente Mandela (e che, a tratti, fa impressione per la somiglianza) e Matt Damon nella parte del capitano degli Springboks. Entrambi perfetti. Freeman ha rivelato di aver studiato molto il presidente Mandela, osservato attentamente nei suoi tempi, gesti, movimenti, modi di fare e di parlare. Lo stesso Damon si è avvicinato tantissimo al temperamento di un capitano di Rugby e alle movenze e scatti degni di uno sportivo che veste la maglia della nazionale.

Se vogliamo il vero "mai sconfitto" non è tanto il film, ma il genio Clint Eastwood che riesce, dall'alto dei suoi prossimi 80 anni, a stupire ancora tutti. Da diversi anni, infatti, non c'è pellicola firmata da Eastwood che non sia da considerarsi un capolavoro.

Ancora una volta la maestria con la quale si raccontano delle storie è quella del migliore regista; un vero e proprio spettatore di professione. Mai tempi morti, mai cadute di stile. Ottima e fedele ricostruzione dei fatti, dei luoghi, dei personaggi, dei vestiti, condita dalla sensibilità tipica di uno dei più grandi uomini di cinema di tutti i tempi.



Marta Bencini - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 27/6/2016

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