Bandiera Inglese

De Chirico a Firenze

Tele senza tempo imprigionano un angoscioso smarrimento

 
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È in corso a Palazzo Strozzi la mostra De Chirico Max Ernst Magritte Balthus a cura di Valentino Baldacci, Guido Magnaguagno e Gerd Roos. Il quattrocentesco palazzo, situato nel cuore di Firenze, racconta, attraverso le opere, l'avventura artistica di Giorgio De Chirico e l'influenza che la sua pittura ha avuto su artisti come Max Ernst, Magritte e Balthus. La rassegna ripercorre 100 capolavori provenienti da alcuni dei più importanti musei del mondo e da esclusive raccolte private. Filo conduttore è l'irreale, l'enigma. La rassegna, infatti, vuole invitare a riflettere sui sogni, sulle suggestioni provocate dai quadri sulla psicologia dello spettatore.

Il sottotitolo, Uno sguardo nell'invisibile, prende spunto proprio da un'affermazione di De Chirico "far vedere ciò che non si può vedere". Nel celeberrimo Il trovatore del 1917, infatti, possiamo notare un incrocio di segni misteriosi sugli occhi del manichino, il quale personifica l'artista stesso. Questi segni rappresentano una "seconda vista", quella del poeta incapace di capire il presente ma perfettamente in grado di scrutare il passato e il futuro. Si tratta di quello che De Chirico definisce "lo stato x" dell'oggetto, ossia la percezione della seconda vita delle cose. Ecco il cuore della mostra, offrire allo spettatore un nuovo sguardo sulle cose del mondo attraverso le figure evocative e altamente simboliche della metafisica.

De Chirico ha maturato una particolare concezione del mondo attraverso la lettura di Nietzsche, Schopenhauer, Eraclito. Il suo forte legame con la filosofia emerge dall'espressione pittorica fortemente connessa alla condizione esistenziale degli uomini del XX secolo. L'artista sarà definito nel 1928, da Jean Cocteau, come un dépaysagiste, ossia un pittore di spaesamenti e non di paesaggi. Le opere, infatti, si caratterizzano di una distorsione prospettica, palesano il dualismo di morte e vita, rimandando ad una condizione dell'anima che è proprio quella dello smarrimento. Palcoscenici aperti, spazi immaginari della solitudine, piazze vuote, statue solitarie. A dominare è la sospensione del tempo, l'attesa di svelare la conclusione nichilista dell'illogicità del mondo. De Chirico ha tradotto in pittura gli aspetti enigmatici e misteriosi dell'esistenza dando voce alle ansie e alle paure di un intero secolo.

Il dadaista Max Ernst fu tra i primi ad attingere alla lezione di De Chirico con capolavori di grande impatto visivo e psicologico. Egli inventa la tecnica del grattage nella pittura a olio, che consiste nel grattare la parte esterna della pellicola pittorica per dare più movimento alla superficie, come è evidente nella Visione provocata dall'aspetto notturno della porta Saint-Denis del 1927. Anche Ernst non segue le regole della prospettiva, bensì inventa un proprio spazio originale portando lo spettatore negli abissi dell'irrazionale.

Un altro artista fondamentale per l'arte del XX secolo è Magritte. Egli sviluppa le visioni delle sue opere come in una sovrapposizione e illusione continua. La corrispondenza fra parola e immagine, nei suoi quadri, diviene nulla. Inoltre, molti dei volti dipinti da Magritte sono coperti, soffocati in modo angoscioso. Ciò è chiaramente riconducibile al suicidio della madre, ritratta di spalle in La prova del sonno del 1926, opera che simboleggia l'attesa-illusione di un improbabile risveglio della defunta.

A dialogare con le opere di De Chirico è anche il francese di origine polacca Balthus. Nel suo percorso il tema del silenzio e dell'enigma acquistano la dimensione nuova dell'erotismo. Attraverso lo sprigionarsi della sessualità, Balthus spezza la condizione di solitudine esistenziale portando una nuova intensità vitale nel "mondo del silenzio".
Oltre agli artisti citati, Palazzo Strozzi ospita i capolavori di Arturo Nathan, Pierre Roy, Alberto Savino e per la prima volta in una rassegna italiana, nove opere di Niklaus Stoecklin, uno dei più alti esponenti del Realismo Magico tedesco.

La mostra prevede anche un percorso per famiglie e bambini con speciali didascalie e una sala interattiva che accompagnerà il visitatore in un viaggio nel mondo dei sogni, degli spazi e delle paure.

Orari di apertura: tutti i giorni 9.00-20.00, giovedì 9.00-23.00. Per prenotazioni 055 24 69 60 oppure scrivere all'indirizzo e-mail prenotazioni@cscsigma.it. Ingresso intero 10 euro. I clienti di Banca CR Firenze e delle Banche del Gruppo Intesa Sanpaolo potranno acquistare il biglietto a 7 euro. Inoltre, coloro che parcheggeranno l'auto in una delle strutture gestite da Firenze Parcheggi S.p.a. sarà possibile ottenere uno sconto sul biglietto d'ingresso. La mostra terminerà il 18 luglio 2010.



Noemi Neri - ERBA magazine
 
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Ultima revisione della pagina: 27/6/2016

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