Bandiera Inglese

BurnOut: la nuova boy band del rock pratese

 

 
BurnOut, un nome scelto a caso e forse tra i fumi dell'alcool. 5 musicisti che stanno mettendo in piedi una nuova concezione di come si suona il rock, con un progetto artistico d'intrattenimento. Anche i loro nomi sono tutto un programma: c'è Phil Bad Bones alla chitarra, i Fratelli Belli cioè Nicky batteria e Jacob voce, Claudio Da Calenzanos al basso e Lanzi Asciughino al sintetizzatore e aiuto corista. Amici che spinti dalla solita passione per la musica, han deciso di farne uscire qualcosa di sensato, di attivo, incidendo canzoni e suonando live. Inutile dire che sono indipendenti e senza etichetta. Per ora.
 
Vorrebbero passare per degli scontrosi, minacciosi procacciatori di ruvide melodie: ma chi non l'avesse ancora capito è tutto un gioco d'ironia e di sarcasmo, verrebbe da chiedersi se ci sono o ci fanno (e poi basta guardarli per sfatare ogni dubbio). Una band spontanea, che non si prende troppo sul serio, che ama scherzare e far divertire il pubblico, senza snobismi o sviolinate intellettuali. Ma la qualità c'è e si sente: non i soliti sbarbatelli bohemian chic che sembrano andare tanto di moda al momento; questi sono dei ragazzacci, grezzi davvero, con una grande competenza e un corposo background musicale alle spalle. C'è chi suona da sempre fin da bambino e chi invece ai bambini insegna a suonare, chi sa destreggiarsi con più strumenti e chi è iscritto al Conservatorio: insomma una gruppo che sa il fatto suo e si permette di riderne sotto i baffi.

"Abbiamo iniziato con in mente un rock nuovo, dance, da ballare" dice Phil "per ritrovare in pista il gusto del rock'n'roll; dove le ragazze ballano, si divertono. Per movimentare, sconvolgere la scena rock pratese, e poi quella in generale. Ma anche per sostenerla. Siamo un gruppo in evoluzione e tentiamo d'integrare altri componenti continuamente. Non ci fermiamo a un'impostazione standard, con il rock fatto solo di chitarra, basso e batteria! Tutto quello da provare e c'è verso di inserire sul palco, si mette. I BurnOut sono un progetto, che può evolvere in varie direzioni. Ora siamo piuttosto ruvidi come sound, e infatti volevamo aggiungere delle percussioni afro".

Che influenze avete, vi ispirate a qualcuno?
"Le nostre influenze sono i Prodigy e Piero Ciampi, un cantautore toscano: perché abbiamo un certo tocco malinconico, pur essendo rock inca*#ato, ma senza lasciarci travolgere troppo però" rispondono Phil e Claudio "E i dARI. Perchè noi puntiamo sugli adolescenti".

I testi delle canzoni sono in inglese o in italiano? Di cosa trattano?
"In italiano. Parlano di temi quotidiani, di cose comuni d'ogni uomo".

Affrontate anche argomenti di disagio giovanile? Il vostro target è rivolto agli adolescenti, anche se ormai siete molto post-ad, quasi tutti sulla soglia dei 30, o almeno after 25. Come si può definire il vostro genere?
"Post teen, figah beat...Ci sono dei titoli rappresentativi di quello che suoniamo come Certificato medico agonistico che è un po' il pezzo che ci caratterizza. Fa parte di un genere nuovo, il Fitness Punk-Sport Music. Il Fitness Punk stimola chi lo ascolta a tenersi in forma col proprio corpo, a reagire, è un certificato che ti fa dire:-si dai ce la puoi fare! Sei in grado!. Spinge a tirare fuori il meglio di te stesso! Poi c'è il brano Tutti uniti per l'Abruzzo perchè ci siamo sentiti in dovere di ricordare quello che è successo, a un anno dalla tragedia. Poi La prima volta che ho fatto l'amore un tema che possono comprendere tutti, sopratutto i giovani a cui magari è successo il giorno prima!

Chi si occupa di scrivere i pezzi?
"Tutti. Sono canzoni brevi e circoncise..".

Avete già suonato live?
"Sì abbiamo fatto delle esibizioni: per Radio-Off, a 'Bomba libera tutti', il concerto in piazza Università indetto da Libertà e Partecipazione; e poi per la chiusura di Officina Giovani a fine aprile".

Come ha risposto il pubblico secondo voi?
"Bene, sembrava gradisse. Sopratutto per l'impronta hard che è nel nostro sound".

A Prato ci sono già tantissimi di gruppi rock.
"Non ce ne è mai abbastanza!"

Se c'è, cos'è che vi differenzia dalle altre bandi?
"Facciamo solo esibizioni live strabilianti! Non facciamo rock contest ma contestiamo il rock. Sogniamo una vita da rock star, ma le rock star sognano una vita come la nostra! Ci riteniamo dei figli della notte, dai caratteri scontrosi, minacciosi".

Avete uno studio, un posto dove suonare?
"In sala prove. E in cucina di solito, i pezzi nascono qui, è il nostro laboratorio musicale".

Avete già dei fans? Quali sono i valori, se ce ne sono, che volete comunicare?
"Come no! Abbiamo già il nostro fans club, la gente ci conosce. Comunque per qualsiasi contatto scrivete a casella postale Via Roma 228. E sì, vogliamo trasmettere il messaggio di libertà, senza mettere nei nostri testi qualcosa di educativo. Perchè non ci stiamo a pensare tanto, si suona sopratutto per suonare".
Avete già delle date?
"No, siamo in pausa riflessiva! Riprenderemo a settembre. Ora ci concentriamo sul nostro primo disco, abbiamo registrato già una quindicina di pezzi: vogliamo incidere un doppio vinile. Seguito a doppia MC Musicassetta. No ai cd, siamo contro!".



Nome Cognome - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 27/6/2016

I Social di ERBA Magazine: