Bandiera Inglese

Ernesto De Pascale @ Officina Giovani

Officina Giovani Prato, 23 Gennaio

Ernesto De Pascale

Svestiti per una sera i panni del giornalista e produttore, Ernesto De Pascale affronta il palco dalla parte opposta e propone in concerto il suo primo disco solista; Morning Manic Music.

Per l'occasione, l'album viene presentato in forma acustica con Ernesto De Pascale, frontman, al pianoforte, Giulia Nuti alla viola e Paolo Giorgi alla chitarra e splendida voce di accompagnamento.

Tuttavia sarebbe riduttivo parlare solo di un concerto. In un'esibizione variegata nella quale non mancano colpi di scena, il trio tenta, riuscendoci, di lanciarsi in una panoramica dell'arte musicale in senso esteso.

Il tutto ha inizio con un'intervista, nella quale Ernesto affronta vari temi, riuscendo ad ottenere una sana provocazione nel pubblico, grazie ad aneddoti sui personaggi ispiratori dell'album, sul futuro della musica e della produzione e ad una graffiante critica ai fenomeni contemporanei, Radiohead su tutti, facendo senz'altro discutere il pubblico che, lentamente, si radunava nella sala.

Un pubblico intimo, fatto che tuttavia non rappresenta necessariamente un aspetto negativo. Pensando ad esempio al dialogo con lo stesso che nel procedere della serata la band cerca di stabilire.

Esempio mirabile di questo, il karaoke sulle note di Hotel California che ha luogo a fine serata. Non comunque un gioco da pianobar, il riferimento è al testo, profondo, di Lost Hollywood.

Pezzo che, è questa un'altra variazione sul tema, viene proiettato in formato visivo. Sono tre i video che scandiscono il ritmo dell'esibizione live, che, evidentemente, è il piatto forte della serata.

In un'intervista recente, De Pascale affermava di essere fiero di essere stato definito da certa critica un non cantante, avvicinandolo questo a miti della musica come Bob Dylan, Tom Waits ed altri ancora. Questo già dovrebbe dire molto sul personaggio che dominava dal pianoforte il palco di Officina Giovani. Una performance live appassionata, di un prodotto che non è facile sentire in Italia, non solo perché cantato in inglese.

Allora, forte di un supporto strumentale notevole nella viola di Giulia Nuti e nell'accompagnamento di Paolo Giorgi, si può sostenere che l'esecuzione di Morning Manic Music abbia almeno due buone ragioni per essere ricordata.

La prima è la resa di canzoni nate da artisti che si cimentano con il blues e che si trovano a sperimentare uno stile più riflessivo e acustico, per un risultato affascinante.

La seconda è il risultato artistico del trittico video-racconti-musica che ha trovato una buona dimensione di questo album.

Sulle note di 'Till Morning Comes' calano le luci dentro Officina Giovani, è l'ora del saluto del pubblico, mano a mano, con tutti, e chi l'ha detto che uno stadio pieno trasmette più calore.



Matteo Vannacci - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 27/6/2016

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