Pali

Questa merda, padre, può farla diventare mare?

 
Foto di scena
fonte: metastasio.net

In scena al Fabbricone la compagnia Scimone Sframeli con lo spettacolo Pali.

Proprio nel titolo troviamo racchiusa tutta l'essenza dello spettacolo.
Salire sul palo, elevarsi, alzare la testa affinché gli occhi possano vedere. Una critica al conformismo, alla società contemporanea in cui tutti ordinatamente fanno la fila aspettando il proprio turno. Una società in cui non si conosce più il pensiero degli altri, in cui si raccontano bugie perché si ha paura a esprimere un'opinione. Il palo, si pone dunque come rifugio, via d'uscita da un mare di "merda", perché "le persone che nuotano nella merda tengono la bocca chiusa".

Uno spettacolo breve, essenziale. Un'unica metafora e una velata critica al mondo politico attuale, che divide e fa sì che le persone non si aiutino più l'un con l'altra. Ombrelli alla mano, con questo cattivo tempo, rimane da chiedersi: "Cosa pioverà?".

Se è indiscutibile il talento degli attori, al contrario la tematica sa un po' di qualunquismo. E poi su un palo, non si rischia di rimanere isolati?

 

 

 
di Spiro Scimone
con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Salvatore Arena, Gianluca Cesale
scene e costumi Lino Fiorito
disegno luci Beatrice Ficalbi
regista assistente Roberto Bonaventura
foto di scena Gianni Fiorito
direttore tecnico Santo Pinizzotto
amministrazione Giovanni Scimone
organizzazione Cadmo Associazione - roma
regia Francesco Sframeli
produzione Compagnia Scimone Sframeli, Espace Malraux, Scène Nationale de Chambéry et de la Savoie, Carta Bianca projet alcotra coopération France/Italie in collaborazione con Asti Teatro 31

Premio UBU 2009 "Nuovo testo italiano"


 

Noemi Neri - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 27/6/2016

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