Bandiera Inglese

Casa di bambola

Il rapporto uomo/donna

 

Una storia attuale

Nella celebre piece teatrale del drammaturgo danese Henrik Ibsen, assistiamo a un classico gioco dei ruoli, dove tutti mostrano di essere quello che non sono. Il Dottor Rank, amico generoso e fedele dell'avvocato Helmer e cavalier servente di Nora, alla fine si dimostra nient'altro che un invidioso della gioia altrui e desideroso di rovinare ciò che a lui non è concesso (l'amore e la vita coniugale con una avvenente e giovane donna quale Nora è); il procuratore Krogstadt, inizialmente presentatosi come uomo cinico e rancoroso e motivo scatenante della tragedia, con l'amore ritrovato, diventa una persona nuova e più umana e così si potrebbe proseguire...

In realtà non si tratta di cambiamenti effettivi ma piuttosto di svelamenti di quanto celato sotto una fitta coltre di menzogne, apparenze, pregiudizi e falsità. Ciò appare evidente nei due protagonisti o meglio nella protagonista femminile Nora e in suo marito Helmer, a raffigurare il maschile e il femminile.

Nel primo atto, all'ingresso nella loro casa piccolo- borghese, ci troviamo di fronte ad una classica coppia uomo/donna in cui lei è la tipica mogliettina giovane, bella, allegra e allo stesso tempo anche fatua, spendacciona e un po' bambina (con i figli in realtà educati e allevati dalla bambinaia Anne-Marie gioca anch'ella come una fanciulla, nascondendosi sotto il tavolo e rincorrendoli per casa  e col marito vezzeggiandolo per spillargli un po'di soldi). Lui invece si presenta come il classico marito padre-padrone, uomo più maturo che intende guidare la sua "allodola",  proteggendola dalle avversità, aprendole gli occhi sulle sue ingenuità e fantasie. E' affettuoso e premuroso nei confronti della giovane e bella moglie, ammaliato e sedotto dal fascino della sua giovane età, vanto e orgoglio in società e nei confronti degli altri uomini che possono sì guardarla e ammirarla ma non avvicinarsi.

Ebbene a una prima lettura apparente e superficiale, limitata agli inizi della scena, è visibile questa chiave di lettura e definiti in questo modo i ruoli (tra l'altro ritenuti tali non solo dagli altri personaggi ma anche dalla stessa moglie). Andando avanti però e soprattutto, grazie al caso della minaccia di Krogstadt e alla prova a cui Nora decide di sottoporre il proprio matrimonio creduto felice, solido e ben fondato; tutto crolla e la maschera cade. Nora che è sì bambina e bambola in questa casa fatta a misura per lei scopre infatti che il marito, prode cavaliere pronto a battersi per sua moglie e a proteggerla contro tutto e tutti non è affatto così; le sue esternazioni a riguardo non sono altro che parole, nient'altro. Di fronte infatti alla minaccia di uno scandalo in cui la famiglia ma soprattutto lui si troverebbe ad essere coinvolto, è la sua persona a contare, la sua faccia a non dover cadere o subire screditi di fronte all'opinione pubblica. Torvald si rivela perciò alla moglie quale veramente è: un estraneo, una persona che Nora credeva di conoscere e per cui lei ha sacrificato e messo in gioco se stessa, per salvare la vita una prima volta e che sarebbe addirittura pronta a darla, suicidandosi, per affrancarlo, una seconda; ma per chi? Per un uomo che non è come lei credeva, un uomo che ha sempre mostrato di porre lei al primo posto, lodandola e accontentandola in cose che in realtà facevano comodo anche a lui, anzi forse più a lui e solo in queste. E in effetti alla resa dei conti si tira indietro, pronto a criticare la moglie, ad accusarla, a toglierle il compito di educazione dei figli; tutto pur di non essere invischiato nell'inghippo creato da Nora. Eppure subito disposto a ritrattare tutto e a tornare come al solito, come prima, come se niente fosse accaduto, non appena il pericolo si svela essere scampato. Ma a questo punto è Nora a non starci più perché ha finalmente capito che fin'ora ha creduto ciò che non era e che il suo voler mettere alla prova un qualcosa che credeva sicuro e assodato in realtà non si è affatto mostrato tale, tutt'altro, estremamente fragile. Nora acquisisce la consapevolezza di essere stata da sempre, prima dal padre e poi dal marito trattata come una bambola (da qui il titolo) e questi rivelato nemmeno come un marito, ma un estraneo, un convivente e allora decide di andar via e togliendosi (in maniera fortemente metaforica) gli abiti con cui Helmer l'aveva fatta vestire per una festa, lascia il marito e i figli e se ne va.

 

C'è un però..in fondo Nora, come tutte le donne, è una sognatrice e lo resta fino alla fine, in realtà non è il suo ruolo di moglie-bambina o quello del marito padre-padrone di cui si è stancata, ma il fatto che il marito alla fine non si sia dimostrato così protettivo come le sue parole solevano solitamente rinfrancarla.
Nora fino alla fine rimane alla ricerca del meraviglioso, quel meraviglioso che aveva scorto nel suo matrimonio e che perciò aveva voluto mettere alla prova ma le si è ritorto contro.
Chi lo sa se poi Helmer riuscirà a imbambolarla un'altra volta con questa promessa ... del resto, al riecheggiare del portone sbattuto, sorge in lui una speranza..
E se non sarà il marito sarà un altro perché Nora, pur avendo delle rimostranze e dichiarando di voler star sola e voler provvedere da sé a se stessa; alla fine al ruolo di bambola e alla ricerca del meraviglioso non è capace di  rinunciarvi del tutto.

HELMER. Nora,... non potrò mai diventare qualcosa di più di un estraneo per te?
NORA
(prendendo la sua borsa). Ah Torvald, allora dovrebbe accadere la cosa più meravigliosa di tutte.
HELMER
. Dimmela questa cosa più meravigliosa di tutte!
NORA. Sia tu che io dovremmo cambiare in modo tale che... Ah Torvald, non credo più alle cose meravigliose.
HELMER. Ma voglio crederci io. Dimmela. Cambiare in modo tale da...?
NORA. Da far sì che la nostra convivenza potesse diventare un matrimonio. Addio.

 
copertina libro
Fonte: www.inmondadori.it

Casa di bambola

Autore Henrik Ibsen
Titolo originale Et dukkehjer
Casa editrice Oscar Mondadori
Numero di pagine 192
Nora, moglie-bambola dell'avvocato Torvald Helmer,in passato ha contratto un prestito segreto da un dipendente del marito, il signor Krogstadt, falsificando la firma del padre. Dal momento in cui questi inizia a minacciarla per ovviare al suo licenziamento, il matrimonio di Nora è messo a rischio fino alla prova finale in cui il marito non si rivela essere l'uomo pronto a proteggerla da tutto e tutti, come lei credeva. Perciò disillusa e ormai conscia della realtà, abbandona il tetto coniugale e i figli, andandosene via di casa.

 

 

Ilenia Vecchio - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 10/1/2017

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