Bandiera Inglese

Crossing the Bridge - The Sound of Istanbul

 
locandina del film
en.wikipedia.org

Un percorso visivo e musicale tra le strade brulicanti di musicisti e gli argini del bosforo. Questo è Crossing the bridge- The sound of Istanbul, dove folklore e tradizionalismo si uniscono al Rock e all'hip-hop, segni di una modernità che vuol cambiare il volto di una città al confine tra oriente ed occidente e la fa virare verso quest'ultima, ad ogni costo.

Un documentario musicale per scoprire molteplici aspetti di una delle più belle città del mondo!

All'interno di essa si sposta Alexander Hacke, membro di una band d'avanguardia tedesca, alla ricerca di nuove sonorità  coeve alla tradizione, entrando in contatto con musicisti "vecchi" e "nuovi" che mescolando la loro musica in un continuo passaggio dagli anni 70 agli anni 2000 (proponendo anche filmati di repertorio) mette in luce un lato che probabilmente molti di noi occidentali non conoscono.

Hacke si unisce ai Baba Zula, band che raggruppa melodie medio-orientali con l'elettronica, creando performance inaspettate su di un traghetto, mentre in lontananza si scorge la zona di Sulthanamet con la sua moschea blu e i suoi molteplici affascinanti minareti. Filosofie orientali e azione cinematografica sono espresse dall'ormai settantenne Orhan Gencebay sempre accompagnato dal suo preistorico saz (strumento caro al folklore turco).
 
La forza della musica Hip-hop e rap che smuove anche i più scettici è un potenziale per Ceza e gli Istanbul Style Breakers per promuovere la loro lotta politico-culturale. Un messaggio completamente diverso è "urlato" da questi artisti rispetto ai rapper Americani che cantano principalmente di droga, sesso e forza sessuale. La disperazione di un popolo perseguitato si percepisce nelle forti sonorità e nella intensa voce di Aynur Dogan che canta del popolo Kurdo in lingua kurda.
 
Mentre la riscoperta attuale di una grande cantante degli anni 70, considerata la diva della musica turca, Sezen Aksu o comunque, colei che rivoluzionò in quegli anni il pop turco, è un passaggio finale molto intenso e commovente.

Un consiglio cinematografico per chi ama la Turchia, per chi non la conosce dal punto di vista musicale o per chi non la conosce affatto ed è incuriosito da qualcosa che è distante ma anche oggettivamente molto vicino all'occidente. La musica è un legante fra i popoli e fra le generazioni!

 


 
 

 

Irene Mesolella - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 10/1/2017

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