Bandiera Inglese

Danza Macabra

 

Danza Macabra
di A. Strindberg
regia di L. Ronconi
Teatro Metastasio - Prato

Da qualsiasi punto di vista la si voglia osservare, Danza Macabra è un'opera teatrale giocata essenzialmente su due livelli: il nocciolo centrale, la vita matrimoniale dei due protagonisti, e i diversivi passeggeri che ruotano attorno al nucleo coniugale, attratti dalla sua intrinseca negatività. Ronconi dà corpo e anima al testo di Strindberg calcando sul grottesco e sulla pantomima soprattutto per quanto riguarda la recitazione, i costumi e il trucco degli attori.

Uno humor nero corrosivo e teso avvolge le vicende narrate, stringe alla gola i personaggi, li fa rantolare nella loro passività e nel loro laconico e triste universo di clausura forzata, tarpando le ali a qualsiasi potenziale sferzata di cambiamento dello stato delle cose. La vita coniugale è vita da vampiri, suggerisce con un ghigno beffardo Strindberg, in cui per sopravvivere ci si ciba costantemente dell'altro che a sua volta è ridotto ad essere l'ombra di se stesso.

Il vampirismo diventa dunque metafora dell'inaridimento progressivo di ogni energia e stimolo vitale, mentre la storia assume un andamento circolare inesorabile: la discussione tra moglie e marito che apre la piece torna ad essere anche l'argomento che la chiuderà, senza speranza di mutamento o di rivoluzione da parte degli eventi.

L'intera vicenda narrata, ovvero gli sconvolgimenti temporanei causati dall'arrivo del cugino Kurt, è una parentesi dinamica (ma come tale inefficace se contrapposta alla granitica presenza della Noia matrimoniale) che si innesta su un contenuto apatico e assolutamente anti-spettacolare, ovvero il tedio casalingo di una coppia che non ha più niente di nuovo da raccontarsi.

Ronconi restituisce visivamente questo riflusso che torna su se stesso e che di se stesso si ciba: gli arredi si muovono dentro la stanza, avanti e indietro, come onde infinite e cicliche che però non infrangono il perimetro e che non riescono mai ad aprirsi al mondo fuori, fuggendo ogni speranza di sollievo e leggerezza, annullando ogni principio di caos in favore di una, seppur rabbiosa, lunga vita amorosa di coppia. 

 


 
 

 

Martina Bartalini - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 10/1/2017