Bandiera Inglese

Tutti gli altri

 

Godere appieno della lettura di un libro. Come si fa quando, stanchi e sudati dopo una camminata in un bosco, ci si disseta bevendo a due mani da una fontana. Parole e immagini si mescolano nella mia mente, dando vita a un tormentato turbinio di sensazioni forti che rendono assai arduo il mettere ordine. Ci proviamo?

Innanzitutto sto parlando di 'Tutti Gli Altri', l'esordio in prosa, edito da Tunué, della pistoiese Francesca Matteoni (già autrice di numerosi libri di poesia, tra i quali 'Nel sonno. Una caduta un processo un viaggio per mare' edito nel 2014 da Zona e 'Appunti nel parco' edito da Vydia nel 2012).

Il romanzo inizia parlando di una bambina, protagonista di vicende ambientate principalmente a Pistoia, a Torri, piccolo paese dell'Appennino Toscano, e a Follonica.L'infanzia è uno dei punti centrali del romanzo. In una recente intervista rilasciata a Giuseppe Zucco per 'Minima Et Moralia', l'autrice definisce l'infanzia come 'quel luogo straordinario in cui si è dentro le cose, quel posto perduto in cui il tempo non ha alcun senso'.

 

È il periodo in cui si formano e si consolidano, a mio avviso, certe percezioni che la protagonista ha del mondo che la circonda. La bambina vive, sogna, si schiera con decisione dalla parte delle creature più deboli e indifese, come il gattino che 'non sa parlare'. Racconta, di notte, a letto con i cugini, storie sul Pinocchio impiccato, organizza, assieme ai compagni di giochi, funerali per il formicone inavvertitamente ucciso e per la medusa trovata morta sulla spiaggia. Riproducendo, con un trasporto e una sincerità disarmanti, il rito composto visto fare dagli adulti. Accetta così, fin dall'infanzia, con un'innata consapevolezza, che la morte e il dolore faranno immancabilmente parte dell'esistenza e che con essi bisogna imparare a coesistere.

Andando avanti con le pagine, la bambina cresce, diventa prima ragazza e poi adulta. Abbandona i luoghi dell'infanzia e va verso la Lapponia, verso Londra, intrecciando relazioni con gli altri che la portano a gioire, a soffrire, ad amare. A vivere.Ecco, chi sono 'tutti gli altri'? Sono animali, quelli che l'autrice, sempre nella summenzionata intervista, definisce 'l'altro assoluto'. Sono piante, proprio quelle che compongono il paesaggio dell'Appennino che, agli occhi della protagonista, si presenta quieto, silente, immutato, completamente indifferente ai turbinosi mutamenti di lei. E, personalmente, ci trovo un che di confortevole in ciò. Sebbene, come tutti, sconvolta dai turbamenti portati dal crescere e dall'accumulare esperienze, la protagonista ritrova gli stessi paesaggi ad accoglierla allo stesso modo, così come li aveva lasciati. Quasi a testimonianza della calma eterna e possente di una natura che è troppo più grande, troppo più vigorosa rispetto all'uomo ed alle sue evoluzioni.

Gli altri, ovviamente, sono le persone, siano esse i montanini "duri e senza fantasia" con i quali si interfaccia da piccola, gli amici, le persone care dalle quali è costretta a distaccarsi, gli amanti. Mondi apparentemente distanti che intersecano le loro orbite, generando conflitti, sofferenze, lacerazioni sanguinose che lasciano tracce indelebili. Ma non solo. Danno vita anche a meravigliosi atti d'accoglienza ed amore. Il romanzo si conclude splendidamente con il capitolo 'Madre', nel quale la componente onirica e, se vogliamo, fiabesca della scrittura dell'autrice, emerge in maniera travolgente. La protagonista, assieme alla madre, compie un viaggio a bordo di una nuvola verso i luoghi dell'infanzia descritti all'inizio del libro, e il lettore arriva a girare l'ultima pagina con gli occhi lucidi, desideroso di abbracciare il primo che si trova a tiro.

Un esordio, a mio modo di vedere, più che convincente. La prosa di Francesca Matteoni è potente all'estremo, ogni parola è un diamante tagliato con cura e minuzia, il risultato finale è un'opera straordinaria. Perché leggere 'Tutti gli altri'? L'unica risposta che mi viene in mente è: perché sì.

 
 

 

Iacopo Innocenti - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 10/1/2017