Forse ho peccato, forse no, ma ho visto Assassin’s Creed

Il film diretto da Justin Kurzel è una sorta di abbraccio all’intera saga game

 
foxmovies.com

Forse ho peccato, forse no, ma insomma ho visto Assassin's Creed. Sono felice di averlo visto? Beh, diciamo di sì.
Il motivo? Semplice, non certo perché l'hanno pubblicizzato come l'evento dell'anno, né perché volevo essere politicamente corretto. In fin dei conti l'ho visto guidato dall'affetto che provo per il videogioco creato dalla Ubisoft, secondo me stupendo, vuoi per la trama, vuoi per la qualità del gioco (ambientazioni, personaggi, etc…).

Ilfilmdiretto da Justin Kurzel è una sorta di abbraccio all'intera saga, anche se poi non segue fedelmente i giochi ma ne prende ispirazione. Ora, dal momento che raccontare tutto il mondo di Assassin's Creed porterebbe ad almeno trenta pagine di probabile noia, mi limiterò a parlare del film senza fare confronti di sorta con il gioco.

In breve, senza svelare troppo il finale, la storia narra le vicende del condannato a morte Callum Lynch (Michael Fassbender) costretto da una multinazionale a rivivere attraverso un macchinario chiamato Animus, le vicende di un suo antenato facente parte di una setta chiamata Assassini ai tempi dell'Inquisizione Spagnola. L'obiettivo di questa multinazionale è quello di trovare il "frutto proibito dell'Eden" considerato il primo atto di disobbedienza dell'uomo e colpevole della presenza della violenza sulla Terra. Il fine di Sophia Rikkin (Marion Cotillard), la scienziata che cura il programma Animus, è quello di purificare l'umanità trattando la violenza come una malattia. In altre parole, perseguire con la scienza ciò che i Templari tentarono di fare con la forza e la tirannia. Il film scorrendo svela come ci sia un collegamento tra la multinazionale guidata dal padre della scienziata Alan Rikkin (Jeremy Irons) e gli stessi Templari al di là delle buone intenzioni di Sophia. Tale situazione porterà poi alla reazione di Lynch e gli altri Assassini moderni e di conseguenza al finale scoppiettante del film.

 

Il contorno fatto di ambientazioni affascinanti e ottimi costumi rendono gradevole il film, donandogli attrattiva; sicuramente anche la trama ispirata al game con l'alternarsi presente/passato e la lotta tra sette di Assassini e Templari fa il suo. Peccato che poi a fine film ci si accorge che forse è mancato qualcosa, probabilmente si poteva fare di più. Penso infatti che non può mai reggere l'urto della mancanza di grandi effetti speciali il solo "salto della fede" (un tuffo nel vuoto degli Assassini con atterraggio perfetto privo di danni fisici) che viene mostrato in un paio di bellissime scene.

Il cast almeno non ha deluso, ho ammirato, infatti, l'interpretazione di Jeremy Irons, parte cucita su misura per lui. Apprezzabile Michael Fassbender (già produttore del film) attore ormai maturo e poliedrico. Brava anche la Cotillard e occorre sottolineare che tutto sommato l'alchimia tra lei e Fassbender ha funzionato.

Consiglierei il film? Beh, se si decide di guardarlo senza grosse pretese e aspettative, due ore passano e anche bene. Se poi invece ci si sofferma con l'occhio critico di chi come me ha giocato anche al gioco, forse si può evitare. Al momento, il finale del film regala buoni propositi. Probabilmente ci sarà un seguito e si può trovare consolazione sperando che questa prima parte sia stata fatta così, per testare il pubblico. Il seguito si spera possa regalare agli amanti della saga un film importante, con maggiori effetti speciali, che possano rendere un prodotto tanto atteso un qualcosa che non deluda le lecite aspettative.


Per maggiori informazioni sul film

 

 

Santino D'Accardi -ERBA magazine

Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 14/2/2017

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