“Shakespeare/Sonetti” al Teatro Fabbricone

 
foto di scena tratta dal sito del Teatro Fabbricone
 

Shakespeare/Sonetti, andato in scena dal 14 al 17 febbraio al Teatro Fabbricone di Prato, è uno degli spettacoli proposti nella rassegna 2018/2019 del Teatro Metastasio. Con questa produzione, Valter Malosti, attore e regista, conclude la trilogia dello Shakespeare non teatrale iniziata con Venere e Adone e Lo Stupro di Lucrezia.

I sonetti, tradotti e adattati da Fabrizio Sinisi e dallo stesso Valter Malosti, diventano in questo spettacolo un testo teatrale unico, un monologo che porta sul palcoscenico amore, bellezza, caducità della vita e infine anche la morte.

Il personaggio principale, interpretato proprio da Malosti, è l'io narrante, un buffone che, vestito del suo costume di scena sgargiante e luccicante, intrattiene il pubblico come un vero clown e il pubblico ride, si diverte nel vederlo decantare i suoi sonetti-monologo. Così come nei sonetti shakespeariani, in scena sono presenti anche i personaggi a cui essi sono dedicati: il Fair Youth (Marcello Spinetta), il giovane misterioso a cui la maggior parte dei componimenti sono rivolti e la misteriosa e affascinante Dark Lady (Michela Lucenti).

 
foto di scena tratta dal sito del Teatro Fabbricone
 

Queste figure rappresentano due visioni dell'amore quasi opposte, una è quella dell'amore giovane, idilliaco, per cui il poeta è pronto coprirsi di ridicolo e l'altra, è quella della Dark Lady, emblema di un amore non meno forte ma certamente passionale, carnale, che nello spettacolo trova la sua più alta espressione nelle canzoni di Domenico Modugno.

Sul palco anche Il poeta rivale (Maurizio Camilli), identificabile probabilmente nello scrittore Christopher Marlowe, e poi S. (Elena Serra), personaggio silente, imperscrutabile, che vigila sulla scena per tutta la durata della rappresentazione.

La poesia shakespeariana, la musica italiana e la danza si uniscono così per dare vita ai sonetti, dai più celebri a quelli meno conosciuti, per raccontare dell'amore in tutte le sue sfaccettature, l'amore che è passione viscerale, gioia ma anche dolore, vergogna e gelosia.

Smessi i panni del clown, tolta la maschera, del buffone non rimane però che un uomo consumato dai sentimenti che, come ultimo lascito permeato di malinconia, chiede al suo Fair Youth di non piangere la sua morte troppo a lungo e chiede quasi di venir dimenticato, “per non dare adito ai saccenti […] di beffarsi di te e di me, dopo la mia dipartita”.


 

Lavinia Alessi - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 21/2/2019

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