Ad un millimetro di cuore


L'amore è un po' come il gioco della campana: tiri il sassolino sul numero giusto e poi saltelli nei riquadri sperando di non perdere l'equilibrio, sì, perché in amore spesso si perde l'equilibrio e si cade e molto spesso ci ferisce, ci facciamo male, allora proviamo a medicarci ma finiamo per curarci le ferite col sale e tutto comincia a bruciare e a diventare straziante, le lacrime finiscono per annebbiarti gli occhi, rischiando di non farti vedere più niente.

 

Infatti l'amore a volte mente, è campione di salti nel vuoto e salti nel buio ed è proprio quello che succede a Meg che si innamora di un estraneo conosciuto dentro ad un sogno e addormentarsi per rincontrarlo e vederlo un'altra volta ancora diventa più entusiasmante che vivere quella sua insignificante realtà insoddisfacente.

Meg scopre che George Cabot, l'uomo dei suo sogni è il protagonista di un libro il cui autore è in coma, recidivo dall'ennesimo incidente, che stavolta lo ha inchiodato ad una macchina a combattere per la vita.

 
 

Demian si risveglierà dal coma proprio come Massimo Bisotti racconta ne 'La luna blu' dove incontrerà Meg alla quale farà conoscere un amore concreto, vero e reale facendo dissolvere pian piano l'immagine dell'amato George.

Solo nel romanzo successivo 'A un millimetro di cuore', l'autore racconterà l'evoluzione della loro storia; Meg è davvero pronta a dimenticare George?

La storia tra Demian e Meg si colmerà pian piano di silenzi fin troppo rumorosi, di respiri mancati e il cuore, si sa, quando comincia una gara subacquea, perde in partenza.

I sentimenti non riescono a trattenere bene il fiato, l'amore non è un fuoriclasse di apnea, esso ha bisogno di respirare a pieni polmoni, di avere narici ben dilatate e captare ogni singolo odore.

A volte per ritrovarsi, vale la pena perdersi e perdersi significa sapersi guardare dentro e capire di non piacerci, significa guardarsi attorno e non vedere niente, ritrovarsi soli, senza alcuna maniglia anti-panico vicina a cui aggrapparsi in caso di emergenza.

 
 

Tutti non vorremmo uscirne lesi da quel viaggio tortuoso che dobbiamo fare quando ci guardiamo allo specchio, ma per rendere ciò possibile, bisogna trovare il coraggio proprio come Meg.

La ragazza di vetro, come viene definita, cerca di abbattere quella protezione, quel muro invalicabile di paura, terrore e panico che si prova quando si è filofobici, cioè quando è più facile scappare dall'amore che tendergli una mano e presentarsi.

Meg, sola con se stessa, capisce che non è un treno a dovergli indicare la giusta destinazione, ma il suo cuore che ormai a rintocchi chiari urlava un unico e solo nome, la quale prova a far riavvicinare l'amore sussurrandogli nell'orecchio: "Vieni, avvicinati, ma per favore non troppo, fermati ad un millimetro dal cuore".


Noemi Lombardi - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 7/1/2021

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