La storia di Silvia - Volontariato in Portogallo

Dopo 6 mesi a Lisbona

Ciao a tutti! Sono Silvia, ho 23 anni e sono di Pistoia. Un anno fa, precisamente a maggio, ho preso una decisione un po' fuori dagli schemi: fare volontariato! Continuare con lo studio non era un’ opzione che mi soddisfaceva a pieno, non avendo le idee chiare su cosa volessi veramente fare, lavorare ancora come babysitter non era abbastanza appagante, perciò ho deciso di fare un’esperienza di volontariato, ma non in Italia, bensì all’estero. Avevo già sentito parlare di Corpo Europeo di Solidarietà quando ero ad Aveiro (Portogallo) in Erasmus, perciò mi sono informata su come trovare questo tipo di opportunità ed ho scoperto che proprio in quel periodo aveva aperto un punto informativo Eurodesk nella mia città! Che fortuna!

 
 

Quindi, con l’aiuto di Chiara di Eurodesk Pistoia, ci siamo subito messe al lavoro per trovare un progetto che fosse adatto a me e dopo mesi di ricerche, abbiamo trovato ‘Bola p’ra frente’: un’associazione di Lisbona, che opera in uno dei quartieri popolari più grandi della penisola Iberica, aiutando i bambini e i ragazzi del quartiere a crescere in un ambiente sano e proponendo ogni giorno attività per promuovere il loro sviluppo come cittadini attivi, anche grazie alla metodologia del ‘futebol de rua’, ossia attraverso allenamenti di calcio mirati, che avvengono nelle piazze del quartiere.

Ed eccomi qua, un anno dopo, a far parte di questo progetto! La selezione è passata attraverso due fasi: la mia application, che ha incluso il cv, una lettera motivazionale e un possibile progetto da integrare nell’associazione, e un’intervista online di circa una mezz’oretta. Ho avuto la conferma di essere stata selezionata ad inizio Agosto, così mi sono rivolta al Punto Giovani di Prato perchè loro hanno già una solida esperienza in progetti Erasmus+ e in particolare, possono ricevere ed ospitare i volontari di European Solidarity Corps, mentre Eurodesk di Pistoia ancora non poteva farlo. Con il supporto di Gaia, abbiamo preparato tutti i documenti necessari e poco dopo, a Novembre ero in volo per iniziare questa nuova esperienza! Appena arrivata all’aeroporto ho trovato Annamaria ad aspettarmi, una volontaria dell’associazione coordinatrice (SPIN) e anche la mia compagna di stanza. Insieme siamo arrivate a Casa Bernardim, dove ho conosciuto altre volontarie e le mie future coinquiline. L’ambiente è stato molto accogliente fin dall’inizio, ho conosciuto tantissime persone, volontari e non.


 

Lisbona è una città giovane e piena di vita, non c’è mai un momento di noia, ci sarà sempre un evento, qualcosa da fare e qualcuno con cui uscire. Ho imparato a non fare troppi piani e a lasciarmi trasportare da tutto ciò che la città offre.  Per la prima volta non ho sentito il bisogno di viaggiare, qui c’è un mondo sempre pronto a farsi scoprire! Non è sempre facile, come in ogni cosa ci sono i suoi alti e bassi, ma Lisbona mi ha insegnato che dopo la fatica della salita ci sarà sempre un bel panorama ad aspettarti, così come le sue stradine ripide che ti portano agli innumerevoli miradouros (belvedere), lasciandoti sempre affascinato e mostrandoti tutta la sua meraviglia, specialmente al tramonto.

 
 

Ma, il tesoro più grande di Lisbona non sono solo i posti: sono le persone, ogni giorno è una scoperta, un viaggio attraverso lingue, culture e tradizioni differenti. Qui ho avuto l’opportunità di conoscere ed entrare in contatto con tante persone provenienti da paesi molto diversi dall’Italia come Turchia, Russia, Ucraina, Egitto, Marocco, Estonia, Georgia e molti altri. Ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa e mi ha insegnato a vedere il mondo da altre prospettive, aprendomi la mente e imparando a conoscere il diverso. Ho capito che  la paura del diverso, non è altro che ignoranza, perché alla fine siamo tutti uguali, cerchiamo tutti la stessa cosa: trovare la propria strada per essere felici. Solo che per qualcuno é più semplice e per qualcun altro lo è un po' meno: essere Europei è un privilegio enorme e molto spesso, purtroppo, lo diamo per scontato, senza renderci conto della fortuna che abbiamo (un esempio è il nostro passaporto, che ci permette di viaggiare più o meno ovunque senza grandi problemi e di scegliere di vivere in 27 paesi, senza troppi sforzi nel trasferimento e nel trovare un lavoro).

Qui ho imparato a dare valore a tante piccole cose che spesso davo per scontato in Italia. Per esempio vivere con altre 6 persone di nazionalità completamente diverse, mi ha messo davanti a sfide giornaliere, per poter rispettare le tradizioni, le abitudini e gli spazi di ognuno, ma mi ha permesso di crescere ed essere molto più tollerante e paziente, capendo che ci sono tanti modi di vedere e percepire la realtà, nessuno dei quali è giusto o sbagliato, è solo diverso. La lezione più importante che penso di aver imparato in questi mesi è proprio questo:  conoscere ciò che è diverso e accettarlo, scoprendo che, alla fine, sono più le cose che ci accomunano di quelle che ci separano.


Per quanto riguarda il mio progetto di volontariato, devo dire che all’inizio non è stato semplice, soprattutto per quanto riguarda la lingua, perché, nonostante parlassi già un po’ di portoghese, mi sono dovuta adattare all’accento di Lisbona, al dialetto del quartiere e alla lingua dei bambini. Ma, le difficoltà dell’inizio mi hanno fatto capire che bisogna avere pazienza e con il tempo e l’abitudine tutto diventa più facile. Dopo i primi mesi di adattamento, verso fine febbraio ho iniziato il mio progetto personale, ovvero ho iniziato  ad insegnare inglese, attraverso la metodologia del gioco, per imparare divertendosi. Adesso, posso dire che sono molto fiera di tutto quello che ho realizzato nell’associazione e del mio rapporto con i bambini, per i quali sono diventata un punto di riferimento. Ed anche se sono passati solo 6 mesi, per tutto quello che ho affrontato, scoperto e vissuto, mi sembra che da Novembre siano passati anni...

L’esperienza di volontariato mi ha aperto tantissimi nuovi orizzonti su tutti i fronti, mi ha cambiato, mi ha aperto la mente, mi ha fatto crescere, comprendere meglio chi sono e il mondo che mi circonda e mi ha dato un’idea più chiara di quelle che sono le mie capacità da poter sfruttare poi nel mondo del lavoro, essendo in grado di lasciare un’impatto maggiore. Se fossi rimasta in Italia, non avrei mai imparato tutto questo: nessuna università può spiegarti tutto ciò, questa è una di quelle esperienze che ti lascerà un segno per sempre, ti insegnerà davvero tanto, ma soprattutto formerà il tuo modo di essere da un punto di vista personale, umano e anche professionale.

Quindi che dire: PARTITE!! Ne varrà sempre la pena, perché tornerete sempre più arricchiti, tolleranti e alla fine più felici, con tante storie da raccontare e tanti amici sparsi a giro per il mondo! Auguro a tutti di trovare il coraggio di provarci! Buona fortuna per tutto e buon viaggio, ovunque vi porti la vita! Lasciatevi sorprendere!

Beijinhos

 
 
 
Ultima revisione della pagina: 5/9/2022

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