Bandiera Inglese

Quando il pensiero dell’uomo va oltre l’uomo

Giulio Paolini chiude il Prologo de La fine del Mondo

 
Fonte: www.centropecci.it

Il 18 ottobre scorso, in concomitanza dell’inaugurazione dell’anno accademico, alla Scuola Normale Superiore di Pisa si è potuto partecipare all’ultimo capitolo del Prologo de La fine del mondo, la mostra inaugurale del Centro Pecci di Prato. Palazzo della Carovana è stato arricchito di un’importante opera di Giulio Paolini, Panorama (1996/7).

Dopo l’uomo al centro di ogni cosa, come nel capitolo precedente del Prologo, adesso si vuole andare oltre l’uomo: l’uomo è menzionato nell’opera d’arte non più come figura rappresentativa di se stessa o massa concreta, con Giulio Paolini l’uomo si smaterializza fisicamente per fare spazio ai suoi pensieri.

Ma quando si fanno concettualismi, è necessario sempre fare un passo indietro, partiamo dalla descrizione letterale della nostra opera: al centro una fotografia accartocciata e sdrucita di un panorama, intorno una classica cornice con dei motivi a ghirigori, tutt’intorno fuori dalla cornice e sul supporto bianco dove è affissa la cornice stessa si trovano delle riquadrature di varie dimensioni e proporzioni disegnate con una sottile, ma ben visibile, linea nera; in mezzo a queste linee emergono sparsi frammenti e ritagli che sembrano appartenere alla fotografia di panorama al centro.

Ma allora subito ci chiediamo dov’è l’uomo in quest’opera? L’uomo è lo spettatore che col suo modo di percepire e di sviluppare pensieri diventa parte stessa dell’opera. Paolini non è solo un artista, ma è un intellettuale dell’arte, ha passato anni a usare l’arte per interrogarsi e interrogare l’arte. In quest’opera la materia non ha significato, mentre il messaggio contenuto nell’opera acquista un’importanza decisiva.

 

Visivamente l’opera ha una forza centripeta, l’occhio dell’osservatore viene subito attirato al centro dove c’è la fotografia del panorama e ci chiediamo perché è accartocciata così. Forse perché così se ne distorce la prospettiva e ci dà una possibilità di lettura alternativa. Poi andando dal centro verso l’esterno si scopre la cornice, che rettangolare non incornicia proprio niente, perché la fotografia ha assunto una forma irregolare, allora ci chiediamo che cosa si voglia incorniciare e scopriamo che incorniciare è comunque un contenere, un dare una forma, una forma che però è imposta, allora perché per forza rettangolare? Perché per forza di quelle dimensioni? Altra domanda che ci fa pensare a possibili letture diverse, e quindi sul muro si disegnano altre plausibili cornici, dove si inseriscono pezzi di fotografia. Quindi la foto esce dalla sua cornice e si manifesta in altre forme.

Giulio Paolini indaga uno dei più antichi strumenti con cui si fa arte, la cornice, e la rende arte essa stessa per mettere in piedi una dialogo tra spazio percepito e osservatore che percepisce in collegamento con lo spazio della rappresentazione. Paolini demolisce il concetto che l’uomo ha di ‘cornice’ usando proprio la cornice; in fondo essa non è che un‘invenzione dell’uomo e, come tale, l’uomo può anche modificarla o addirittura liberarsene, se ne è capace.

Visto che l’opera di Paolini interroga lo spettatore e lo chiama a darsi ‘altre’ risposte, mi piace dare anche una mia lettura personale che esula dalla mera critica d’arte e si ricollega al sociale e al mondo che oggi viviamo: la cornice che Paolini mette in mostra, oggi non è altro l’evoluzione del concetto di schermo, infatti siamo abituati a ricevere contenuti quasi esclusivamente attraverso display, come tv, smartphone, tablet e pc; ma allo stesso tempo la tecnologia che ci obbliga a un supporto fisico dalle dimensioni imposte cerca di eludere questo modello promettendo collegamenti ipertestuali, zoom in HD fino a inglobare noi stessi nel contenitore, come sta avvenendo con strumenti quali l’Oculus Rift e la realtà virtuale. Quindi mi chiedo ancora fino a dove arriverà questa forza centrifuga di percezione dello spazio che Giulio Paolini ci ha fatto riscoprire?




 

 

Elena Janniello - ERBA magazine
 
Punto Giovani Europa

Ultima revisione della pagina: 10/1/2017

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