'Aquile Randagie' è una vicenda vera, fatta di coraggio e
fedeltà, che attraversa una delle notti più lunghe della nostra
umanità.
Nel 1928 il regime
fascista decreta la soppressione dello scoutismo in Italia. A Milano,
però, un gruppo di adolescenti decide di non piegarsi a una legge
ingiusta e scelgono la clandestinità. Nascono così le Aquile
Randagie: ragazzi in pantaloncini corti e fazzoletti al collo, che
sfidano la dittatura con la forza della loro promessa scout,
custodendo i valori di libertà e fratellanza quando sembravano
destinati a spegnersi.
La loro avventura durerà diciassette anni: campi segreti,
giornalini clandestini, nomi di battaglia e codici segreti. Dopo l'8
settembre 1943, la loro resistenza giovanile diventa aiuto concreto:
con l'operazione Oscar organizzano una rete che mette in salvo
migliaia di ricercati, ebrei, prigionieri politici, renitenti alla
leva. Ragazzi di vent'anni che, in silenzio, diventano uomini di
pace.
Per maggiori informazioni sullo spettacolo
Data
dello spettacolo: 12
novembre 2026
Luogo:
Sala
Eventi di Officina Giovani
Orario:
ore
9.00
Ingresso
gratuito
Rita Atria è una giovane donna coraggiosa, che ha sfidato Cosa nostra e la sua stessa famiglia. Si è tirata fuori dall’asfissia mafiosa collaborando con la giustizia. Ha perso i suoi affetti. È stata costretta a vivere isolata, ma non è mai tornata indietro nella sua scelta di legalità e giustizia. 'Rituzza', come veniva chiamata, è morta sola. Ha deciso di togliersi la vita pochi giorni dopo la strage di via D’Amelio a Palermo. Con Paolo Borsellino aveva stretto un rapporto umano, molto stretto. Il magistrato palermitano era diventato per Rita un appoggio, un punto di riferimento. Con la morte di Borsellino, Rita è sprofondata nella solitudine in una città, Roma, dove non poteva avere alcun legame. Il 26 luglio del 1992 Rita decise di farla finita. Fu una sconfitta per lo Stato incapace di proteggere una ragazza innamorata della giustizia. Paolo Borsellino è stato per Rita un secondo padre… Lo spettacolo è articolato in dialoghi tra i due protagonisti e monologhi. Una testimonianza forte e intensa per non dimenticare il coraggio e l’esempio della 'picciridda' dell’antimafia e del giudice Borsellino. La musica dal vivo a cura di Ovidio Bigi evoca e sottolinea ancora più fortemente l’emozione del testo.
Per maggiori informazioni sullo spettacolo
Data dello spettacolo: 26 novembre 2026
Luogo: Sala Eventi di Officina Giovani
Orario: ore 9.00
Ingresso gratuito
"Iliade. Il coraggio dei codardi è un tentativo di parlare alle giovani
generazioni, assoggettate dall'idea di dover essere sempre in
prestazione, come se fossero costantemente coinvolti in un atto
performativo che gli impedisce di affrontare il loro tempo con la
giusta consapevolezza." (Tindaro
Granata)
Cosa
accadrebbe se riscrivessimo la storia per le nuove generazioni e si
dicesse che la guerra non è un atto necessario per l’identità di
un popolo e che gli esseri umani ne hanno sempre avuto paura?
Ogni
soldato, ogni combattente, ogni guerriero è stato un bambino prima
di tutto che giocava tra le braccia di una madre e di un
padre.
Tersite è un uomo alle prese con il tentativo di
riportare in alto la propria vita ritrovandosi ossessionato dall’idea
di smascherare il 'mito dell’eroe classico' durante la guerra
di Troia.
Scrive per il desiderio di raccontare la sua verità:
la storia non è come la raccontano gli eroi e le virtù classiche
delle figure omeriche come la forza, la bellezza e la ferocia non gli
appartengono.
La pièce esplora temi di grande attualità come
la vergogna nel sentirsi inadeguati e la ricerca della propria
identità in un mondo dominato dalla violenza e dall’idea di
perfezione.
Ne emerge un ritratto avvincente di un individuo che
lotta contro se
stesso e contro le aspettative sociali, offrendo una riflessione
profonda sul concetto stesso di eroismo e sulla complessità
dell’identità personale.
Per maggiori informazioni sullo spettacolo
Data
dello spettacolo: 4
dicembre 2026
Luogo:
Sala
Eventi di Officina Giovani
Orario:
ore
9.00
Ingresso
gratuito
Come
vivrebbero gli uomini se il mondo fosse sempre stato matriarcale?
Immaginiamo un mondo matriarcale, e poi, in questo mondo, immaginiamo
quattro amici. Hanno tutti più o meno quell’età in cui sei ancora
giovane per sognare, e abbastanza vecchio per mettere su famiglia.
Ognuno di loro è alle prese con i problemi di tutti i maschi del
mondo: mantenersi giovani e belli, conciliare carriera e paternità,
contrastare le discriminazioni di un mondo al femminile, vivere in un
mondo dove un uomo deve fare il doppio della fatica per potersi
realizzare ed essere preso sul serio. Al
suo posto è
uno spettacolo che affronta in modo inedito il tema della
discriminazione di genere e violenza sulle donne. Riguardo a
ingiustizie, disparità sociali, violenza, siamo abituati alla
narrazione delle vittime. La produzione culturale è piena di
spettacoli che narrano la storia di donne vittime di violenze,
stupri, abusi. Queste narrazioni, sebbene sicuramente utili per
restare all’erta, non sollevano alcun contraddittorio, poiché
davanti alle vittime non esiste nessuno che non denunci. Quello che
ci interessa con questo spettacolo è mostrare la radice della
violenza, non i suoi frutti. Perché solo osservando la radice si può
estirpare una cultura impari.
Al
suo posto,
nel suo plot
drammaturgico,
inverte l’ordine dei fattori: cambia il mondo attorno e, rendendolo
da sempre matriarcale, mostra uomini che hanno gli stessi problemi
delle donne del nostro mondo. Il focus
dello
spettacolo è affermare che la violenza parte da lontano, spesso da
piccoli gesti, abitudini, o linguaggio, che instillano nelle menti la
disparità. E che anziché santificare le vittime e crocifiggere i
carnefici (che è operazione alquanto semplicistica), si può
lavorare tutti perché cambi l’humus nel quale la violenza nasce,
si nutre e cresce.
Per maggiori informazioni sullo spettacolo
Data
dello spettacolo: 11
dicembre 2026
Luogo:
Sala
Eventi di Officina Giovani
Orario:
ore
9.00
Ingresso
gratuito